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In una Colombia sempre più flagellata dalla violenza, dal conflitto armato, dalla disuguaglianza e dalla frammentazione sociale, la Conferenza episcopale colombiana (Cec) ha creato un’organizzazione che permetterà alla Chiesa di articolare, ampliare e rafforzare il suo lavoro per la riconciliazione e la pace nel Paese. Da qui, raccoglierà esperienze importanti come quelle che la Commissione nazionale di conciliazione porta avanti da quasi 30 anni.
Si tratta del Servizio episcopale per il perdono, la riconciliazione e la pace (Serp), uno spazio dal quale la Chiesa, fedele al Vangelo di Gesù Cristo e sostenuta dalla sua Dottrina sociale, riferisce l’episcopato, “cercherà di rafforzare i processi di ascolto, promozione ed educazione alla cultura del perdono, della riconciliazione e della pace, con una maggiore forza organizzativa e una particolare attenzione alla realtà dei territori. Ciò comporterà la promozione del rispetto dei diritti umani, del diritto umanitario internazionale, della giustizia e della convivenza pacifica”.
La prima riunione ufficiale di questo nuovo Servizio della Chiesa colombiana si è svolta il 26 e il 27 marzo presso la sede della Conferenza episcopale colombiana. Vi hanno partecipato vescovi, sacerdoti e membri della società civile con una vasta esperienza in materia di pace. Durante l’incontro sono state definite le basi pastorali e le linee strategiche dell’organizzazione. Mons. Gabriel Ángel Villa Vahos, arcivescovo di Tunja, vicepresidente della Cec e presidente della nuova realtà, ha spiegato che l’iniziativa nasce dal mandato evangelico: “Siamo ministri della riconciliazione. La Chiesa riceve questa eredità e la adatta alle circostanze della Colombia”.
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