Colombia: Operazione Colomba, “abbiamo vissuto giornata storica per le scuse del presidente Petro alla Comunità di pace di San José de Apartadó”

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“È stato riconosciuto il fondamentale lavoro della Comunità di pace nella costruzione della sovranità, della pace e del disarmo civile, e il fallimento dell’apparato giuridico nell’investigare i crimini perpetrati dallo Stato colombiano contro di essa. Un evento storico, che segna la storia di resistenza e dignità della Comunità di pace. Un evento che abbiamo accompagnato con profonda emozione, dalla Serrania del Abibe alla città di Bogotá. Un evento atteso per anni, in dignità e resistenza. Così, in una nota pubblicata ieri, Operazione Colomba della Comunità Giovanni XXIII commenta quanto accaduto la scorsa settimana nella capitale della Colombia. Infatti, il presidente, Gustavo Petro ha chiesto perdono alla Comunità di pace di San José de Apartadó, che da molti anni è seguita dall’Operazione Colomba, per le trecento uccisioni subite dai gruppi armati, attraverso un atto di riconoscimento della responsabilità internazionale dello Stato colombiano per la violazione dei diritti fondamentali, per omissione o acquiescenza. Un gesto che è conseguenza, a livello giuridico, dell’accordo di soluzione amichevole, rispetto alla denuncia presentata dalla Comunità di pace alla Corte interamericana dei diritti umani.
“La drammatica realtà della comunità nonviolenta di San José de Apartadó in questi 30 anni ci mostra la sporcizia del potere e la menzogna a cui siamo sottoposti, persino il presidente della Colombia”, ha affermato il Capo dello Stato. Per questo motivo, “a nome dello Stato, chiedo perdono alle vittime e alle famiglie delle vittime della comunità di San José de Apartadó”.
Commenta al Sir Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani: “Abbiamo vissuto una giornata storica, a Bogotá, con questo atto di perdono pubblico del presidente Petro, davanti al gesuita padre Javier Giraldo e decine di membri storica resistenza non violenta di Apartadó. È intervenuto anche Germán Graciano Posso, guida della comunità, che nel 2018 ha salutato in Vaticano, Papa Francesco, consegnando un pacchetto del caffè biologico coltivato dalla comunità. L’azione della Comunità, in questi decenni, con il suo esempio di ‘martirio’ e difesa dei dritti umani, ben conosciuta in Italia, dove ha ricevuto diversi riconoscimenti, è segno di una pace ‘disarmata e disarmante’, per usare le parole di Papa Leone XIV”.

Fonte: Agensir
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