Inaccettabile disparità fiscale tra giganti digitali e piccoli commercianti: da Reggio Calabria parte la sfida ai colossi dell’e-commerce

La denuncia: regole sbilanciate e mancanza di equità mettono a rischio migliaia di attività e posti di lavoro nei territori più fragili

Dopo la decisione del G7 di escludere i grandi colossi digitali dall’applicazione della Global Minimum Tax, si alza forte la voce delle piccole imprese. Confesercenti Reggio Calabria denuncia un sistema fiscale iniquo, e l’eurodeputata Giusi Princi porta la questione all’attenzione della Commissione europea.

Il G7 cancella la tassa minima globale: una resa alla legge del più forte

L’accordo raggiunto nei giorni scorsi in sede G7, che prevede l’esclusione delle multinazionali americane, come Amazon, dall’applicazione della Global Minimum Tax, suscita forti critiche. La tassa, prevista al 15%, avrebbe dovuto rappresentare un primo correttivo alle distorsioni concorrenziali tra i colossi globali e le imprese locali. Ma la decisione, di fatto, la rende inefficace e svuotata di senso.



«Questa scelta segna un colpo devastante per i piccoli esercizi commerciali, per le partite IVA, per le imprese che animano il tessuto urbano e tengono viva l’economia reale delle nostre città», afferma Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti Reggio Calabria.


PER APPROFONDIRE: La Strategia europea per i diritti delle persone con disabilità parla calabrese


«Non è più concorrenza: è resa incondizionata al potere economico, travestita da diplomazia internazionale», prosegue Aloisio, denunciando l’impunità fiscale su scala globale di cui beneficiano i colossi del digitale, mentre le PMI sono costrette a rispettare regole stringenti e a sopportare carichi fiscali sproporzionati.

Una sfida alla giustizia fiscale e alla sopravvivenza delle imprese locali

«Se chi può tutto non paga nulla – conclude Aloisio – allora non parliamo più di libero mercato, né di sovranità, né di competitività. Parliamo solo di resa alla legge del più forte, con buona pace ai valori che ci vantiamo di rappresentare, ma che, in realtà, non abbiamo il coraggio di difendere in nome di una Realpolitik che premia l’arroganza e il bullismo internazionale».

Il presidente di Confesercenti richiama l’attenzione sulla disparità di trattamento tra le piccole imprese, costrette a chiudere sotto il peso delle imposte, e le grandi aziende digitali che spostano i profitti nei paradisi fiscali, generando una concorrenza sleale che colpisce duramente soprattutto il Mezzogiorno e la Calabria.

Giusi Princi: «Ho presentato un’interrogazione alla Commissione Ue. È un’emergenza sociale»

La denuncia è stata raccolta dall’eurodeputata Giusi Princi, esponente del Partito Popolare Europeo e di Forza Italia, che ha portato il caso a Bruxelles.

«I grandi colossi del mercato digitale spostano i loro profitti in Paesi con regimi fiscali agevolati, mentre i nostri piccoli commercianti sono schiacciati dalle tasse e costretti a chiudere. È una concorrenza sleale che sta svuotando le nostre comunità, soprattutto in Calabria e al Sud», afferma Princi.

L’interrogazione al Parlamento europeo: «Serve una revisione delle norme sulla concorrenza»

«L’input mi è arrivato proprio da Confesercenti – spiega l’On. Princi – che, attraverso una email, ha evidenziato come i meccanismi complessi utilizzati dalle multinazionali digitali per eludere il fisco stiano creando una situazione insostenibile. Come possono le piccole realtà locali competere con chi, di fatto, non paga le tasse dove produce i profitti?».

L’eurodeputata precisa che l’interrogazione è stata co-firmata da tutta la delegazione italiana del PPE: «Chiediamo alla Commissione interventi urgenti: revisione delle norme sulla concorrenza, misure concrete per proteggere le PMI, garanzie affinché le tasse rimangano nei territori dove si generano i ricavi».

Commercio e territori a rischio: «Ogni negozio che chiude è un pezzo di comunità che scompare»

«Non parliamo solo di numeri. Ogni negozio che chiude – sottolinea l’eurodeputata – significa famiglie senza lavoro, Comuni senza entrate fiscali, servizi pubblici tagliati. In Calabria e nelle aree più fragili questo circolo vizioso sta accelerando lo spopolamento: è un’emergenza sociale ed economica che l’Europa non può più ignorare».

«L’Europa – aggiunge – deve agire subito. Le risorse generate dalle attività digitali devono rimanere dove si producono i profitti. È tempo di scegliere: o stiamo con chi rispetta le regole e sostiene i territori, o con chi le aggira per arricchirsi a nostre spese».

Il ringraziamento a Confesercenti e l’impegno per le PMI

«Ringrazio Confesercenti di Reggio Calabria e tutti gli enti, le associazioni e i cittadini che, attraverso i loro bisogni e le loro segnalazioni, mi consentono di rappresentare con responsabilità il mio territorio», conclude Giusi Princi.



«Le piccole e medie imprese, così come i piccoli imprenditori, devono continuare a essere centrali nelle nostre politiche. La globalizzazione e il mercato digitale non possono e non devono offuscare la loro storia, il loro valore e il ruolo fondamentale che svolgono nel tessuto sociale ed economico delle nostre comunità».

La nota di Confesercenti: «Dall’onorevole Princi un segnale forte»

«Apprendere che un tema lanciato a livello locale venga raccolto a Bruxelles è un segnale forte – dichiara Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti Reggio Calabria –. È la dimostrazione che, se le battaglie sono giuste, trovano spazio. E che le imprese che lavorano onestamente, pagando tutto, non sono completamente sole». Nel suo intervento in occasione della presentazione dell’interrogazione parlamentare, l’on. Princi ha dichiarato che l’input per l’iniziativa è nato dalla presa di posizione pubblica assunta
da Confesercenti Reggio Calabria sul tema della fiscalità delle multinazionali. Un riferimento non sollecitato, che l’associazione accoglie con rispetto e apprezzamento, come segnale concreto di attenzione verso chi, nei territori, si impegna ogni giorno per rappresentare le istanze del mondo produttivo.

«Quello che ci interessa, prima di tutto, è che si apra un confronto serio su una fiscalità più equa – aggiunge Aloisio –. Perché oggi il sistema consente a realtà globali di operare con vantaggi fiscali enormi rispetto a chi lavora nei territori. E questa distorsione mina la competitività delle nostre imprese, che rispettano regole stringenti e contribuiscono davvero all’economia reale». Confesercenti continuerà a portare avanti la propria azione a tutela delle PMI, nella convinzione che pure una realtà associativa locale, se preparata e determinata, possa incidere su temi cruciali e contribuire concretamente al dibattito pubblico, anche a livello europeo.

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