Corpus Domini: mons. Renna (Catania), “l’Eucarestia passa tra le strade della città e vuole dare ‘forma’ e speranza a noi credenti e a uomini e donne di buona volontà”

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“Non rimarremo tra le mura della nostra cattedrale, ma percorreremo una delle strade principali di Catania tra devozione e forse anche indifferenza, ma consapevoli che il nostro essere cristiani non consiste in altro che questo: vivere nella fede che il Signore cammina con noi, che ci ama, che ci conduce ad una meta fatta di conquiste umane ed eternità beata. L’Eucarestia passa tra le strade di Catania e, ancora una volta, vuole dare ‘forma’ e speranza a noi credenti e a tutti gli uomini e donne di buona volontà. Ogni volta che Cristo si dona, ci parla, ci salva, si realizza quanto il Concilio Vaticano II, ottanta anni fa, ci ha ricordato: ‘(Cristo) santificò le relazioni umane, innanzitutto quelle familiari, dalle quali traggono origine i rapporti sociali …’ (Gaudium et spes, 32)”. Lo ha detto, ieri, l’arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna, nell’omelia della messa nella solennità del Corpus Domini.
“Le santificò soprattutto in quell’Ultima Cena, in cui prefigurò il dono di sé sulla croce, e nella moltiplicazione dei pani ci insegnò a vivere quelle relazioni che nascono dalla condivisione dei beni e della vita”, ha sottolineato il presule.
“Questa sera porteremo l’Eucarestia per la città e chiederemo che la nostra Catania sia ‘sfamata’: non ci sia più fame di umanità, quella fame che porta alla violenza, quella che ha ucciso Salvo Re; non si muoia di inedia a causa del degrado che uccide la dignità e il futuro di tanti ragazzi, uomini e donne vittime della dispersione scolastica, della droga e delle dipendenze; non si soffra la solitudine che rende grigia la vita di tanti anziani soli”, ha dichiarato l’arcivescovo. “Seguendo quel Pane di vita che passa per le nostre strade e con il quale benedirò la città, ciascuno trovi forza per dire: ‘Io voglio contribuire a dare da mangiare a questa città, a questo mondo’. Oggi riacquistiamo la speranza che quel Pane spezzato ha ridonato al mondo e ciascuno di noi: fedeli tutti, presbiteri, diaconi e religiosi, politici e forze dell’ordine, educatori e volontari, mettiamo nelle mani di Cristo il poco che abbiamo, affinché diventi il pane quotidiano che il Padre celeste non farà mancare a nessuno”, ha concluso mons. Renna.

Fonte: Agensir
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