Diocesi: mons. Mazzafaro (Cerreto Sannita), “formare, educare ad un nuovo umanesimo del lavoro, dove non sia il profitto al centro”

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Con un momento di ascolto e condivisione di “volti e storie di lavoratori e lavoratrici”, dedicato al racconto di esperienze concrete di vita e di lavoro, s’è concluso il Giubileo diocesano dei lavoratori e degli imprenditori, promosso dalla diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, insieme a Progetto Policoro (Caritas diocesana-Pastorale sociale e del Lavoro-Pastorale giovanile), Scuola d’impegno socio-politico e Movimento lavoratori di Azione cattolica. Tre momenti molto sentiti e arricchenti, che hanno visto la partecipazione complessiva di un pubblico sempre diverso, interessato ora a pregare per lavoro e lavoratori, ora a formarsi, approfondire e confrontarsi sui temi proposti, si legge in una nota diffusa oggi dalla diocesi.
Terzo ed ultimo momento, quello che s’è svolto a Cerreto Sannita (presso Casa Santa Rita) che ha visto, tra le diverse esperienze forti presentate, quelle dell’imprenditrice lungimirante d’inizio ‘900 Luisa Spagnoli, dell’azienda agricola ragusana di Arianna Occhipinti e della cooperativa sociale “Lazzarelle” che gestisce l’attività di torrefazione del caffè, offrendo alle detenute del carcere femminile di Pozzuoli la possibilità di lavorare e reinserirsi così nel mondo del lavoro. Cuore della Giornata giubilare diocesana dei lavoratori e degli imprenditori è stata la celebrazione presieduta dal vescovo diocesano, mons. Giuseppe Mazzafaro, e concelebrata da altri sacerdoti presso la Chiesa di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori a Telese Terme. “Il lavoro è una vocazione, perché nasce da una chiamata che Dio rivolse fin dal principio all’uomo, perché “coltivasse e custodisse” la casa comune”. Queste, nell’omelia, le parole di mons. Mazzafaro. Un concetto ripetuto più e più volte dallo stesso Papa Francesco, che intendeva sottolineare soprattutto il dare “priorità alle persone”. “Dobbiamo – ha proseguito il vescovo – formare, educare ad un nuovo umanesimo del lavoro, dove l’uomo, e non il profitto, sia al centro; dove l’economia serva l’uomo e non si serva dell’uomo”.

Fonte: Agensir
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