Don Pino Puglisi: a Piedimonte Etneo la reliquia del beato. Mons. Raspanti (Acireale), “chi sceglie il Vangelo, sceglie la giustizia. Non ci sono compromessi possibili”

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“Chi sceglie il Vangelo, sceglie la giustizia. Non ci sono compromessi possibili”. È il monito ribadito da mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e presidente della Conferenza episcopale siciliana, all’incontro svoltosi sabato nella chiesa dell’Immacolata al Convento di Piedimonte Etneo in occasione della Peregrinatio della reliquia del beato don Pino Puglisi, sacerdote ucciso dalla mafia nel 1993. L’evento – viene ricordato in un comunicato – rientra nel ciclo di appuntamenti per la legalità avviato lo scorso anno dalla diocesi di Acireale, con la presenza della reliquia del giudice Rosario Livatino ad Aci Catena e a Riposto. Un cammino che unisce fede e impegno civile, nel solco della memoria di testimoni credibili del Vangelo vissuto fino all’estremo sacrificio.
Rosaria Cascio, amica personale di don Puglisi ha ricordato come sia stato “un educatore capace di ascoltare il territorio e i giovani, offrendo loro esempi concreti e autentici di legalità e Vangelo vissuto”. Il magistrato Giovanbattista Tona ha ribadito che “la lotta alla mafia passa anche attraverso la rottura del silenzio che copre e favorisce la mentalità mafiosa. Don Pino ha reso visibile l’incompatibilità tra Vangelo e mafia, tra giustizia e illegalità”.
Nel suo intervento, mons. Raspanti ha richiamato la lettera “Convertitevi” dei vescovi siciliani, pubblicata a trent’anni dalla storica visita di Papa Giovanni Paolo II in Sicilia, e ha sottolineato l’impegno crescente della Chiesa nel contrasto alla cultura mafiosa. In questo solco si inserisce anche il decreto diocesano firmato dallo stesso vescovo, che nega le esequie religiose a coloro che sono stati condannati in via definitiva al regime del 41 bis per reati di stampo mafioso, salvo segni pubblici e concreti di pentimento. “Oggi – ha affermato mons. Raspanti – la Chiesa sa di dover testimoniare il Vangelo anche attraverso la promozione della legalità. Il giudizio di Dio segna con chiarezza il limite tra il bene e il male”.

Fonte: Agensir
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