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“Come donne di fede e di speranza, costruttrici di pace e portatrici di vita, vogliamo immaginare insieme un futuro migliore”. Con queste parole, Mónica Santamarina, presidente generale dell’Unione mondiale delle organizzazioni femminili cattoliche (Umofc), ha aperto l’incontro “Donne, segni di speranza e vita”, svoltosi il 6 giugno a Palazzo San Calisto, nel cuore del Giubileo. L’evento ha riunito voci femminili da tutto il mondo per riflettere su leadership, famiglia e pace, con testimonianze vive e prospettive concrete. Tra le partecipanti, María Lía Zervino, membro del Dicastero per i vescovi, ha affermato: “Il potere, nella Chiesa, dovrebbe sempre essere servizio”. Florence Mangin, ambasciatrice di Francia presso la Santa Sede, ha parlato del desiderio condiviso dalle donne leader di “un modo di governare inclusivo e unito”. Spazio anche al tema della conciliazione tra vita familiare e lavoro, con l’intervento di Stefania Brancaccio, segretario generale dell’Ucid, e a quello della pace, con le testimonianze di Stephanie MacGillivray (Caritas Internationalis) e Ana Martiarena (Osservatorio mondiale delle donne), che ha ricordato: “Più dell’80% delle oltre 10.000 donne africane intervistate in 36 Paesi subisce violenze domestiche”. L’incontro si è concluso con la messa presieduta dal cardinale Luis Antonio Tagle nella basilica di Santa Maria in Trastevere.
Fonte: AgensirArticoli correlati:
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