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L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha espresso ieri “profonda preoccupazione” per il recente aumento della violenza in Ecuador, alimentata dalle bande che operano nelle carceri e si contendono il controllo del narcotraffico.
Il riferimento è, soprattutto, all’omicidio del sindaco di Manta, terza città del Paese, alle 31 vittime della rivolta carceraria a Guayaquil, alle scene di guerriglia urbana a Esmeraldas. L’Alto Commissario ha riconosciuto le sfide affrontate dalle autorità ecuadoriane e dalla società in generale nell’affrontare questa violenza, ma ha chiesto che gli stati di emergenza dichiarati per affrontarla rispettino i principi di “legalità, necessità e proporzionalità”.
In riferimento alle carceri, “le autorità devono proteggere la vita delle persone, comprese quelle sottoposte a custodia statale. Le misure di emergenza, compreso l’uso delle forze armate in compiti di pubblica sicurezza, possono essere applicate, ma devono essere limitate nel tempo ed eccezionali”.
L’Alto Commissario ha inoltre chiesto una riforma globale del sistema giudiziario penale, e ha incoraggiato il governo ad attuare la politica di riabilitazione sociale dei detenuti, emanata nel 2022. Türk ha inoltre espresso preoccupazione per la “preoccupante battuta d’arresto” nella protezione dei diritti delle popolazioni indigene ecuadoriane e ha ricordato che, secondo gli standard internazionali, le popolazioni indigene devono essere consultate sull’uso delle loro terre.
Fonte: Agensir
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