Educare alla salute e alla prevenzione, un impegno che coinvolge tutti

Ecco come il prendersi cura diventa un gesto d’amore per sé e gli altri

Sono un’infermiera professionale e lavoro presso l’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) del Gom di Reggio Calabria. La mia storia lavorativa l’ho costruita cercando di non tralasciare nessun tassello formativo, che di fatto mi ha permesso di saper vedere il mondo della sanità con slancio empatico e professionale verso qualsiasi paziente.



Purtroppo il mio bagaglio professionale si è arricchito in seguito a un carcinoma mammario. Questo connubio mi ha permesso di comprendere a fondo tutti i pazienti oncologici e, in questo mese di ottobre dedicato alla prevenzione del tumore al seno, metto a disposizione tutta la mia professionalità.


PER APPROFONDIRE: Ottobre “rosa”: «La prevenzione è vita». Ascolta il podcast


Il mio fiocco rosa, fregio ahimè conquistato, vuole essere un’opportunità di suggerimento per ampliare la platea oncologica, con particolare attenzione ai tumori arginabili attraverso controlli annuali e follow up. Molti tumori sono controllabili attraverso screening eseguibili anche con il ritiro di kit che permettono di verificare situazioni dubbie, come ad esempio i tumori del colon-retto, il papilloma del collo dell’utero, il tumore della pelle o i tumori della bocca mediante controlli odontoiatrici.

Il vecchio detto Prevenire è meglio che curare: quanto è vero tutto questo! Quante sofferenze, costi e problematiche si potrebbero evitare riuscendo a fare diagnosi nei tempi corretti. Tutto ciò dovrebbe assolutamente rientrare nell’educazione alla salute, con il supporto dei medici di base e la collaborazione delle varie associazioni e dei presidi territoriali come i consultori; a conclusione, le scuole, in quanto i giovani devono essere abituati a controlli periodici. Anche gli studi medici di base potrebbero predisporre giornate dedicate alla prevenzione.

Educarci ed educare alla prevenzione significa compiere un atto di benessere psicologico nel prevenire il rischio di patologie e un atto di benessere sociale nell’ottica di un risparmio economico, sia collettivo sia individuale. Qualsiasi malattia grava anche economicamente e, peraltro, colpisce spesso le capacità umane e lavorative.

Esistono tre tipi principali di prevenzione: quella primaria, che serve a evitare l’insorgenza della malattia; quella secondaria, che punta alla diagnosi precoce; e quella terziaria, che mira a ridurre recidive e complicazioni. Sarebbe opportuno, durante le fasi di prevenzione, educare a stili di vita più appropriati basati su una buona alimentazione, prodotti freschi e non processati, uso corretto dei farmaci, esercizio fisico e controllo delle emozioni.

La prevenzione secondaria consiste nel curare le patologie insorte cercando di non peggiorare le problematiche, mentre la prevenzione terziaria ha lo scopo di curare e migliorare la qualità della vita rispetto ai postumi insorti.

Una parentesi importante la vorrei aprire nei confronti dei giovani, terreno fertile affinché nel futuro le cose possano realmente cambiare. Educare nelle scuole alla prevenzione dei rischi di alcuni tumori significa cambiare la mentalità verso la salute. I giovani, in questo frangente come in tante altre situazioni, sono il futuro: un futuro di professionalità e di mentalità che può essere un “albero della vita” nel senso più corretto dello stile di vita stesso. Educando i giovani si attiva una mentalità coesa alla prevenzione, si crea una vera aggregazione sociale.

La scuola, educatore nella crescita di ogni giovane, ha le armi, le potenzialità, la possibilità e i colori per poter crescere e migliorare il pensiero ottimale verso il benessere attraverso la prevenzione in tutti i suoi aspetti.

Il mese della prevenzione del tumore al seno non dovrebbe essere considerato un evento temporaneo o uno slogan vestito di rosa, ma uno stimolo al benessere collettivo ed educativo verso altre specialità e patologie oncologiche che, se non individuate in tempo, potrebbero rivelarsi scenari drammatici, con sofferenze e costi molto pesanti.



La prevenzione dovrebbe essere un abito intercambiabile tra le varie patologie oncologiche, ma con logiche e linee guida comuni, volte al raggiungimento del benessere di ogni cittadino, uomo o donna, bambino o anziano, indipendentemente da religioni o condizioni economiche. Curare, saper curare e invitare a sapersi curare è un invito a mantenere il diritto alla salute e un atto di rispetto verso la dignità altrui.

Non facciamo agli altri ciò che non vorremmo fosse fatto a noi stessi. La salute deve essere un atto di benessere per tutti i cittadini.

* Dottoressa in Scienze Infermieristiche

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