In questa intervista concessa ad Avvenire di Calabria, Roberto Occhiuto spiega le ragioni della sua decisione di dimettersi e ricandidarsi alla guida della Regione. Rivendica le riforme avviate negli ultimi quattro anni e presenta le priorità del suo programma per il prossimo quinquennio: sanità, infrastrutture, lavoro e ambiente.
Elezioni regionali: Roberto Occhiuto: «Ripartire è la vera sfida per la Calabria»
Dalla decisione di dimettersi e ricandidarsi, alle sfide della sanità, fino ai progetti per infrastrutture, lavoro e ambiente. Roberto Occhiuto, presidente uscente e ricandidato del centrodestra alla guida della Regione alle elezioni del 5 e 6 ottobre rilancia la sua visione per i prossimi cinque non solo nel segno della continuità. Un percorso che si affianca a quello degli altri candidati in corsa: Pasquale Tridico del centrosinistra (leggi l’intervista qui), e Francesco Toscano di Democrazia Sovrana e Popolare (leggi l’intervista qui).
La scelta di dimettersi e ricandidarsi ha sorpreso e spiazzato tutti. È convinto della scelta che ha fatto?
Ne sono sempre più convinto, anche se in un Paese civile nessuno dovrebbe dimettersi per un avviso di garanzia. Governare la burocrazia non è mai facile, in Calabria è ancora più complicato: se ti vedono come un presidente azzoppato, dimezzato, quasi come un ex presidente, tutto si ferma. Non potevo condannare la Regione a un anno di immobilismo.

Per questo motivo ho deciso di dimettermi e di ridare la parola ai cittadini. Siano i calabresi a dire se l’esperienza di governo del centrodestra deve andare avanti. Siamo certi che avremo un grande risultato. So bene che questa mia scelta renderà ancora più scrupolosi gli accertamenti della magistratura, ma so anche di aver amministrato la Regione con un rigore tale che nessuna mia condotta potrà essere censurata.
La sua campagna elettorale si gioca nel segno della continuità. Ma oltre ai risultati raggiunti, cosa si dovranno aspettare da lei i calabresi una volta rieletto?
A differenza dei miei competitor io non prometto ricette immaginifiche. La mia campagna elettorale è innanzitutto mostrare ai calabresi ciò che è stato fatto in questi quattro anni. Non ho la bacchetta magica, e dunque era impossibile risolvere in così poco tempo tutti i problemi della Calabria.
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Da decenni si attendevano riforme come quella sui rifiuti, sull’idrico, sui consorzi di bonifica, il turismo era in crisi, i nuovi ospedali erano solo sulla carta, i bilanci della sanità si tramandavano oralmente. Abbiamo messo mano a tutto questo, abbiamo fatto ripartire il motore della Regione, adesso siamo pronti a correre.
La sanità rimane la priorità e il tema più discusso in Calabria. Cosa risponde a chi critica la sua gestione e quali impegni concreti può assumere per ridurre le disuguaglianze territoriali nei servizi sanitari?
Quelli che criticano dovrebbero ricordarsi dal punto in cui si partiva, con commissari che dicevano di essere stati drogati prima delle interviste, abbandonati a loro stessi, e che per tanti anni non hanno fatto una sola assunzione o un solo euro di investimento.In questi quattro anni abbiamo gettato le basi per liberarci delle camicie di forza del commissariamento prima e del piano di rientro poi. Una volta superati questi scogli, nel prossimo quinquennio saremo finalmente nelle condizioni di investire e di governare la sanità con la stessa determinazione avuta per altri settori. Maxipiano di assunzioni per i medici, incentivi per attrarre operatori sanitari da tutta Italia, interventi mirati sulle liste d’attesa, avanti con la costruzione dei nuovi ospedali, case e ospedali di comunità pronti entro la prima metà del 2026. Con il commissariamento non potevamo muoverci in autonomia, adesso abbiamo già il cronoprogramma di ciò che faremo.
La Calabria vive da anni emergenze infrastrutturali, occupazionali e ambientali. Qual è la sua visione per affrontare queste sfide nei prossimi cinque anni?
Vogliamo andare avanti con l’ammodernamento dei tre aeroporti calabresi, che rappresentano il biglietto da visita della Regione. Abbiamo ottenuto 3,8 miliardi per la SS106 e 900 milioni per la A2, adesso veloci con la messa a terra di queste risorse. Proseguirà senza sosta l’elettrificazione della linea ferroviaria jonica. Per quanto riguarda il lavoro vogliamo stabilizzare tutti i precari storici, a cominciare dai Tis, e proseguire nella nostra strategia di attrazione degli investimenti per creare occupazione stabile: negli ultimi quattro anni, grazie alle iniziative della Regione, la Calabria ha registrato +52 mila occupati. Sull’ambiente sarà confermata l’operazione “Tolleranza Zero” contro gli incendi e per il mare pulito, e vareremo un maxipiano di messa in sicurezza e manutenzione del territorio.
La politica in Calabria spesso soffre di una distanza dai cittadini. In che modo pensa di recuperare la fiducia dei calabresi, in particolare di quelli che non l’hanno sostenuta alle precedenti elezioni regionali?
Ho governato con grande passione, ho dato il massimo per far rinascere questa Regione, e voglio portare a compimento il lavoro iniziato. La cosa più gratificante capitatami in questi anni è stata quella di incontrare in giro per l’Italia e per l’Europa tanti ragazzi nuovamente orgogliosi di essere calabresi. La Calabria è il luogo più bello del mondo, e merita di essere percepita e raccontata per le sue eccellenze e per le opportunità che può offrire. Basta con la sindrome di Calimero che per decenni ci hanno inculcato, guardiamo al futuro con ottimismo e convinti delle nostre straordinarie qualità.













