Due esempi virtuosi nel varese e in Sicilia che guardano al territorio con occhi diversi
Con un flusso di nuovi finanziamenti per 420,7 milioni di euro erogati nel 2024 ha superato di gran lunga i 300 milioni di euro di impieghi erogati nei 12 mesi precedenti consolidando così il ruolo di promotore dell’economia reale e sociale, per un modello equo e inclusivo di sviluppo. Questi sono i dati evidenziati dal Report di impatto 2025 di Banca Etica e presentato il 19 giugno scorso.
Al 31 dicembre 2024 i crediti della banca in essere a favore di organizzazioni e persone ammontano complessivamente a 1,27 miliardi di euro, e la quasi totalità dei prestiti in portafoglio è orientata alla generazione di valore per la collettività, garantendo effetti positivi concreti in molteplici settori, in linea con la missione della banca di sostenere – attraverso l’ordinaria attività bancaria – iniziative economiche ed imprenditoriali che contribuiscano al benessere sociale e alla tutela dell’ambiente.
Questi dati e cifre si trasformano in tantissimi progetti concreti che danno valore alle idee delle persone in tutta Italia. Fra questi c’è “Le VeGabonde” un’attività di food truck fatta con una roulotte attrezzata per ristorazione itinerante. L’impresa è nata in provincia di Varese a novembre del 2020 grazie alla capacità di iniziativa di Silvia e Genziana. Un’azienda tutta al femminile. La loro è una realtà molto piccola, ma molto dinamica e ricca di creatività.

«Abbiamo scelto di cucinare vegetale ponendo molta attenzione anche alla sostenibilità in generale. Siamo vegane e spesso facevamo fatica a trovare una proposta che ci permettesse di mangiare in compagnia», racconta Silvia Cannarozzo. Uniscono a questo anche attività di catering. In particolare, i prodotti che hanno scelto di proporre ai loro clienti sono i Gua Bao, dei panini cotti al vapore di origine orientale e che hanno rivisitato in chiave 100% plant based.
«Per ognuno dei nostri Bao abbiamo scelto un nome che fosse un tributo ad una figura femminile che ha dedicato la sua vita alla difesa dei diritti di vario genere. Al momento, infatti, abbiamo un Bao dedicato a ciascuna di queste tre donne: Rosa Parks, Sylvia Rivera e Jane Fonda», spiega Silvia. Nel futuro si vedono come una realtà sostenibile anche a livello emotivo che offre prodotti di qualità senza diventare di grandi dimensioni aziendali.
Facendo un salto ed arrivando direttamente in Sicilia si incontra il “Giardino di Scidà”, un bene confiscato alla mafia. Una casa con un bellissimo giardino nel centro della città di Catania. Il Giardino di Scidà è nato dalla collaborazione di diverse realtà, tra queste la Fondazione Fava, G.A.P.A. e Arci Catania. Una casa dove si tiene viva la memoria. Una casa e un giardino aperti alle scuole, alle famiglie, al quartiere. Un luogo condiviso e partecipato dove si raccontano attraverso documenti, foto, video le tante storie di chi contro la mafia si è battuto. Come Giuseppe Fava, direttore de “I Siciliani”, assassinato il 5 gennaio 1984 e Giambattista Scidà, presidente del Tribunale per i minori di Catania che ha speso tutta la sua vita per la giustizia e per i ragazzi della città.
Racconta con passione Caruso Italo Giovanni, anima storica del progetto sempre in piena attività: «Abbiamo fatto una raccolta di crowdfunding che ci ha permesso di sistemare tutte quelle parti della casa e del giardino che avevano bisogno di manutenzione come un soffitto pericolante ed aggiustare anche tante altre piccole cose. Poi nel tempo grazie a Banca Etica e ai bandi della regione Sicilia lo abbiamo molto migliorato. Per esempio c’era un casotto che serviva per gli attrezzi da giardino, l’abbiamo ristrutturato e trasformato completamente, ora è la saletta per i podcast».
PER APPROFONDIRE: Continuano le iniziative per il XXV anniversario dei Portatori della Vara
Si, perché nel Giardino di Scidà, c’è la realtà dell’associazione culturale che è anche la testata giornalistica “I Siciliani Giovani”, nata nel 2011 per portare avanti, con lo stile del giornalismo indipendente, l’eredità di Giuseppe Fava. Un importante progetto di coscienza civile e di presidio educativo per la legalità.













