In occasione della Festa dell’Europa che si celebra oggi, abbiamo raccolto le testimonianze di alcuni ventenni della nostra regione che hanno vissuto una nuova e forte esperienza. Nel cuore delle istituzioni europee hanno condiviso la loro idea di cittadinanza non limitandosi solo all’ascolto, ma anche alla proposta. Ci spiegano cos’hanno fatto.
È la Festa dell’Europa: Cosa pensano i giovani calabresi dell’Europa?
Lo abbiamo chiesto a un gruppo di studenti universitari reggini appena rientrati da un’esperienza che li ha visti non solo confrontarsi con i massimi vertici dell’Unione europea, ma anche condividere le loro proposte per un’Europa più a misura di giovani, in cui prevalgano temi come amicizia, futuro e pace.
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«Grazie all’incredibile opportunità offertaci dall’onorevole Giusi Princi di visitare il Parlamento europeo, ho assunto la consapevolezza che anche luoghi che sembravano lontani e inaccessibili possono diventare parte della mia storia. Il suo invito a Bruxelles non è stato un traguardo, ma l’inizio di un cammino a lungo termine, fatto di dialogo e impegno. L’onorevole Princi ci ha sottolineato che vuole essere la voce dei giovani in Europa, raccogliendo le nostre inquietudini e condividendo i nostri sogni, e per noi è stato come scoprire di essere parte di un grande mosaico, dove ogni giovane rappresenta un tassello prezioso, riconosciuto e valorizzato» racconta Laura Surace, 21 anni, studentessa di Giurisprudenza. «Per me – ancora Laura – Europa è partire dalla Calabria senza mai lasciarla. Significa costruire il mio futuro nel mondo, portando sempre con me il bagaglio dei valori e delle radici che mi hanno formato».

Anche Benedetta Diano, 21 anni, iscritta a Scienze economiche, ha vissuto con entusiasmo l’esperienza: «La visita al Parlamento europeo, resa possibile dall’onorevole Princi, mi ha permesso di vedere l’Europa come una comunità concreta, impegnata a superare le divisioni per affrontare sfide comuni. Ho potuto dialogare con rappresentanti dell’UE, apprezzando il loro ascolto e il loro impegno. Questa esperienza mi ha fatto sentire parte di un progetto collettivo e più consapevole del ruolo dell’Italia e della Calabria in Europa». E aggiunge: «Da calabrese, sentirsi cittadino europeo significa valorizzare le nostre tradizioni in un contesto che ne riconosce l’unicità. Incontrare i rappresentanti dell’UE a Bruxelles mi ha fatto capire che anche le istanze di una regione come la Calabria possono trovare spazio e voce in Europa».
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«La visita a Bruxelles ha rafforzato in me il senso di appartenenza all’Europa» dichiara Erica Delfino, 22 anni, anche lei studentessa di Giurisprudenza. «Da calabrese, essere cittadino europeo significa sentirmi parte attiva di un progetto di pace, diritti e cooperazione. Camminare tra le istituzioni europee mi ha fatto capire quanto conti la partecipazione dei giovani. Questa preziosa opportunità mi ha permesso di vivere un’esperienza formativa, che porterò sempre con me nel mio percorso personale e civico».
Per Francesco Liuzzo, 21 anni, studente di Ingegneria, «l’esperienza a Bruxelles ha profondamente arricchito la mia visione dell’Europa. Ho compreso quanto le istituzioni europee siano vicine ai cittadini e quanto spazio ci sia per il contributo dei giovani». E conclude: «Da calabrese, sentirmi cittadino europeo significa credere in un’Europa che valorizza le radici locali, offrendo nuove prospettive di crescita, sviluppo e speranza per il futuro».

Per Roberto Rizzieri, 20 anni, Scienze economiche, questa esperienza «ha cambiato profondamente la mia percezione dell’Europa. Da qualcosa di distante, l’ho vista diventare una realtà concreta, fatta di persone, ascolto e partecipazione. Incontrare i rappresentanti dell’UE mi ha fatto sentire parte attiva di un progetto comune. Da calabrese, sentirmi cittadino europeo significa credere che anche da una terra spesso dimenticata si può contribuire al futuro dell’Europa. A Bruxelles ho capito che le nostre idee contano. È stato bello rappresentare la Calabria con orgoglio e consapevolezza. Ringrazio di cuore l’onorevole Giusi Princi per averci dato questa straordinaria opportunità di crescita e confronto che mi ha reso più consapevole del mio ruolo di giovane cittadino calabrese e europeo».













