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“Visto che l’associazione Coscioni ha scritto alla Conferenza Stato-Regioni sul tema del c.d. fine-vita, anche noi abbiamo scritto al presidente Fedriga e alla Presidenza del Consiglio dei ministri, perché sia chiaro a tutti i decisori che ribaltare il Ssn verso prestazioni di morte significherebbe spingere l’intera società all’indifferenza verso i più deboli”. Lo scrive in una nota il network “Ditelo sui tetti”, che riunisce oltre cento associazioni. “In questa missiva – si legge – abbiamo evidenziato ciò che dovrebbe essere ovvio, cioè che questa materia, sulla quale non dovrebbe proprio inserirsi il potere pubblico, è semmai di esclusiva competenza del Parlamento nazionale”. Il network aggiunge: “Ci stupiamo che proprio chi si è stracciato le vesti per una legge di autonomia per possibili differenti competenze regionali su temi come la ‘promozione sportiva’ o le ‘casse rurali’ (…), non si faccia scrupoli a spingere il Paese verso un inedito e incostituzionale federalismo della cura e della morte”. Il coordinatore Domenico Menorello conclude: “Abbiamo chiesto, ancora una volta e a gran voce che le Regioni si concentrino piuttosto nell’assicurare a tutti il diritto essenziale alle cure palliative, anche domiciliari e per tutte le patologie gravi, colmando un ritardo inaccettabile, che alimenta solitudine e disperazione”.
Fonte: AgensirArticoli correlati:
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