Funerali Papa Francesco: mons. Muser (Bolzano), “ora tocca a noi rendere visibile e concreta la speranza”

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“Torno a casa portando con me due grandi sentimenti: gratitudine e speranza. Gratitudine per tutto ciò che Papa Francesco ha donato alla Chiesa e al mondo. E speranza, la speranza pasquale. Siamo tutti invitati a essere pellegrini, pellegrini di speranza come ci invita questo Anno Santo”. Così il vescovo di Bolzano-Bressanone, mons. Ivo Muser, al termine dei funerali di Papa Francesco, ai quali ha partecipato stamani in Vaticano. “Mi ha toccato profondamente ciò che mi ha raccontato il comandante delle Guardie Svizzere oggi in piazza San Pietro. Mi ha detto che domenica scorsa, la domenica di Pasqua, per Papa Francesco doveva essere un momento importante: voleva essere tra la sua gente”. Le persone che gli erano attorno, continua il vescovo, “avevano la sensazione che la fine era vicina. E anche il Papa lo sentiva. Con le ultime forze ha impartito ancora una volta la benedizione pasquale. Poi ha voluto compiere un giro sulla piazza di San Pietro, per abbracciare simbolicamente un’ultima volta la Chiesa e il mondo. Ora ci auguriamo che Papa Francesco possa godere della pienezza della Pasqua. Con questa speranza torno a casa”.
Al termine della cerimonia di addio al Santo Padre, il vescovo invita a mantenere viva la sua eredità nel tempo di oggi: “Ora tocca a noi rendere visibile e concreta la speranza e portare avanti ciò che era così importante per Papa Francesco: stare al fianco delle persone che non hanno voce e promuovere ovunque nel mondo la pace, la riconciliazione e la fraternità, a cominciare nei nostri cuori, nelle nostre relazioni e tra le persone”. Dopo la messa funebre, il vescovo ha incontrato e ringraziato gli operatori della Protezione civile altoatesina che hanno partecipato alla fase logistica e organizzativa del grande evento. Coordinati dall’Agenzia provinciale, una trentina di tecnici di Croce Bianca, Croce Rossa italiana, Soccorso scquatico Alto Adige, del Soccorso slpino dell’Alpenverein e del Soccorso alpino e speleologico del Cnsas hanno supportato l’assistenza alle migliaia di romani e pellegrini.

Fonte: Agensir
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