Avvenire di Calabria

“Contro l’antisemitismo l’unico vaccino è la conoscenza”, il messaggio diffuso dal presidente del Consiglio dei ministri

Giorno della Memoria, Conte, «Ricordare, ma anche capire»

Alberto Baviera

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«Per impedire che una tragedia come quella dell'Olocausto si ripeta, non basta ricordare: occorre anche capire. Un modo importante per farlo è quello di prestare attenzione alla viva voce dei testimoni e di chi è stato coinvolto negli avvenimenti». Lo afferma il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, in un messaggio diffuso in occasione del Giorno della Memoria.
Il 27 gennaio, ricorda il premier, «viene celebrata la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, paradigma di tutti i campi di sterminio della Germania e dell’Europa dell’Est, costruito da uomini comuni, ‘normali’, per distruggere definitivamente il popolo ebraico, per cancellare ogni traccia della sua presenza nel mondo. Oggi, più che mai - prosegue Conte – è importante ricordare la profonda ferita inferta alla comunità ebraica in quella tragica pagina della nostra storia e i pericoli che si nascondono dietro al fenomeno del razzismo e dell’antisemitismo che prolifera nella cultura del complottismo, cultura che riemerge con forza nei periodi di crisi».
Come avviene in questa «fase storica molto complessa», spiega: «Sfruttando la crisi pandemica, le teorie complottiste, in cui anche gli ebrei sono spesso considerati capri espiatori, si sono rinvigorite e, attraverso l’utilizzo dei social, si sono diffuse in maniera pericolosamente rapida e capillare».
Secondo il premier, «l’unico vaccino che abbiamo contro tali fenomeni è quello di promuovere la conoscenza dei fatti storici, di mantenere viva la luce della Memoria della Shoah perché, come ha detto George Santayana, ‘Quelli che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo’. E con le parole di Primo Levi ‘Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre’».
Per questo, «la Giornata della Memoria non serve solo a commemorare quei milioni di esseri umani brutalmente uccisi senza nessuna pietà ormai quasi 80 anni fa. Serve a ricordare che ogni giorno esistono piccole, innumerevoli discriminazioni verso chi ci sembra dissimile da noi, discriminazioni che troppo spesso, purtroppo, passano inosservate nell’indifferenza». Oltre a rivolgere «il mio pensiero alla comunità ebraica», Conte sottolinea l’importanza che venga rinnovato «l’impegno delle Istituzioni perché la Memoria resti viva nella coscienza personale e collettiva di tutti gli Italiani e si continui a combattere i germi dell’antisemitismo, come ogni altra di forma di razzismo».

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