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“La mia preghiera chiede che gli uomini e le donne dei media facciano la loro parte per abbattere il muro di ostilità che divide il nostro mondo, muro che separa popoli e nazioni alimentando l’incomprensione e la sfiducia; affinché sappiano utilizzare le risorse a loro disposizione per consolidare i vincoli di amicizia e di amore…”. Il direttore dell’Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali, Vincenzo Corrado, ricorda Giovanni Paolo II citando la conclusione del suo ultimo messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. “Firmato il 24 gennaio 2005, come consuetudine nel giorno della festa di san Francesco di Sales – sottolinea –, il testo pare quasi un ‘testamento’ per quanti si occupano di comunicazione e informazione. Colpisce l’estrema attualità dell’invito orante che, a distanza di 20 anni, diventa stimolo per un esame di coscienza del proprio impegno nel tempo trascorso”. “Di più: conferma la necessità, come ribadisce Papa Francesco nel messaggio di quest’anno, di ‘disarmare la comunicazione, di purificarla dall’aggressività’ – aggiunge –. Rileggere le parole di Wojtyla, nel giorno in cui ricordiamo il ventesimo anniversario della sua morte, aiuta a focalizzare ancora di più il nodo nevralgico della comunicazione e dell’informazione nella costruzione di società solidali e fraterne. Su questo punto che occorre ancora lavorare. E tanto!”.
Fonte: AgensirArticoli correlati:
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