Giubileo 2025: Riccardi, Bibbia e Vangelo sono da “rilanciare e da riproporre costantemente al mondo laico e ai laici”

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“Pubblicare il libro dei Vangeli è un’operazione opportuna, proprio perché nella nostra cultura è stato messo in secondo piano il grande codice dell’umanità, la Bibbia e il Vangelo”. Lo ha detto oggi pomeriggio, nella Basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, lo storico Andrea Riccardi intervenendo al convegno “I laici annunciano il Vangelo” promosso dalle Edizioni Archivium in occasione della presentazione del  “Vangelo per il Giubileo 2025”, una edizione d’arte di grande formato, che presenta i testi degli evangelisti nella traduzione Cei corredati da trentacinque tavole del maestro Ulisse Sartini, noto come il “ritrattista dei papi”. Per Riccardi la Bibbia e il Vangelo, “chiave non solo dell’esistenza spirituale, sono da rilanciare e da riproporre costantemente al mondo laico e ai laici”. Giovanni Crisostomo diceva – ha aggiunto lo storico – nelle sue predicazioni ad Antiochia, che “la Bibbia non è solo per i monaci”. La Bibbia è “soprattutto per i laici, che a differenza dei monaci sono esposti al mondo. La grande svolta del Vaticano II è proprio questa: l’aver ridato la Bibbia al popolo, e l’averla ridata nella sua lingua”. Il convegno in corso è l’occasione – spiega l’editore Gabriella Lo Castro – per ribadire il significato della presenza dei cristiani come anima del mondo, nella “consapevole responsabilità di annunciare il Vangelo e la sua bellezza in tutti gli ambiti dell’esistenza umana”. All’incontro sono presenti, oltre a Riccardi, lo storico dell’arte Alessandro Zuccari; il presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, mons. Pasquale Iacobone; la scrittrice e biblista Rosanna Virgili. Il volume – scrive don Antonio Tarzia in una nota – “vuole essere un piccolo memoriale e un’occasione di pregare con l’arte nell’anno del Signore”. A questa sequenza di dipinti di Sartini fa riferimento il testo introduttivo del card. Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura e presidente emerito della Pontificia Commissione di Archeologia che sottolinea come, in quest’ edizione, il pittore Ulisse Sartini “ha continuato a realizzare sulla tela tanti fogli ideali di quella Biblia pauperum che nel passato sulle pareti delle chiese apriva davanti ai fedeli le parole e le opere di Cristo”.

 

Fonte: Agensir
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