Giusi Princi: «Europa più vicina, Calabria e Mezzogiorno già protagonisti»

L’esponente politica reggina traccia un primo bilancio della sua attività svolta tra le sedi Ue di Strasburgo e Bruxelles, ma anche fuori dai confini europei

L’europarlamentare reggina di Forza Italia, Giusi Princi, traccia in esclusiva ad Avvenire di Calabria un primo bilancio dell’attività svolta tra le sedi del Parlamento europeo di Strasburgo e Bruxelles, ma anche fuori dai confini del Vecchio Continente.



Eletta all’inizio dello scorso mese di giugno, Princi è già impegnata in importanti missioni internazionali. L’abbiamo raggiunta, infatti, proprio durante la missione che l’ha vista nei giorni scorsi in Kazakistan, con la delegazione Ue per l’Asia centrale di cui è presidente. Nell’intervista rilasciata al nostro giornale, la prima parlamentare europea della città di Reggio Calabria affronta svariati temi e spiega come sta contribuendo a far assumere un ruolo sempre più centrale nel contesto europeo non solo alla Calabria, ma all’intero Mezzogiorno, senza tralasciare il mondo a cui è più legata: quello dei giovani e della scuola.

Intervista a Giusi Princi: «Calabria e Mezzogiorno già protagonisti in Europa»

«La bilancia dei primi mesi pende senz’altro dal piatto della positività e della responsabilità ». Così l’eurodeputata reggina Giusi Princi descrive l’inizio del suo mandato al Parlamento europeo. «Questo periodo iniziale – aggiunge – è stato essenziale per costruire relazioni umane e istituzionali, fondamentali per dare voce alla Calabria e al Sud Italia a Bruxelles ». Prezioso, «il supporto del gruppo dei Popolari Europei e della delegazione nazionale di Forza Italia, posizionati autorevolmente al centro dell’Unione europea». Ecco l’intervista.

Come può descrivere, dunque, i primi mesi di questa nuova esperienza?

Durante i primi mesi, ho disposto i primi mattoncini di un ponte Europa- Calabria-Sud Italia, che non è solo politico e istituzionale, ma è anche umano, relazionale, e di cui intendo essere umile costruttrice per dare alla mia terra opportunità di crescita e sviluppo.

Quali sono stati i primi risultati concreti che ha ottenuto nel Parlamento Europeo, specialmente in relazione ai temi di educazione e politiche sociali?

È stato un onore essere relatrice ombra per il Ppe sul primo testo normativo della Commissione Lavoro e Politiche sociali (Empl), riguardante le raccomandazioni agli Stati membri sulle politiche occupazionali. Il testo, approvato in Parlamento a larga maggioranza, in plenaria, è un successo per il Ppe: promuove competenze, innovazione e un migliore collegamento tra università e lavoro. Ho lavorato perché venissero valorizzati temi quali istruzione, formazione e pari opportunità, in chiave inclusiva e con minori differenze salariali tra generi e professioni.


PER APPROFONDIRE: Giusi Princi si insedia a Strasburgo, l’eurodeputata: «Grande emozione e responsabilità»


Da donna che proviene dal mondo della Scuola, sono fiera di aver fatto inserire l’emendamento sull’equità retributiva per i docenti, per riconoscere il giusto valore anche a quelli del Sud Europa, poiché un mercato in evoluzione richiede una classe docente motivata, competente e adeguatamente retribuita.

Nel suo ruolo di membro della Commissione per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere, quali misure pensa siano fondamentali per rafforzare il ruolo delle donne in Europa?

Da femminista liberale e pragmatica, alla lamentazione preferisco l’azione; alla paura del futuro, preferisco l’entusiasmo di guidarlo, sfruttando le opportunità della tecnologia. Più che le proteste e le parole, quindi, credo che la lotta alla violenza di genere necessiti oggi di strumenti innovativi e digitali: in rappresentanza del Ppe, sto promuovendo per il 5 novembre una conferenza di alto livello sull’uso dell’intelligenza artificiale contro la violenza sulle donne. Sarà propedeutico a un’iniziativa legislativa per colmare il gap normativo attuale. Sono fermamente convinta che solo con una regolamentazione puntuale potremo garantire alle donne d’Europa, in tutti i Paesi membri, le stesse tutele e opportunità, rafforzando il ruolo femminile in ogni contesto.

Come sta affrontando la sfida di portare le istanze della Calabria e del Sud Italia nelle discussioni a Bruxelles e Strasburgo?

Ho un legame costante con il territorio: nel cuore resto la vicepresidente della Calabria e porto in Europa la nostra voce. Penso sia cruciale un dialogo strutturato con le categorie sociali ed economiche calabresi e del Sud, per capire le reali necessità di chi vive e lavora nella nostra terra. A questo scopo sto realizzando “Europa a casa”, un mensile che illustra le opportunità di finanziamento europee, pensato per accompagnare nella progettazione i giovani, gli enti locali, gli imprenditori, gli artigiani e gli agricoltori, affinché il Sud possa finalmente sfruttare appieno le risorse dell’Ur. Tutti avranno l’opportunità di sviluppare le loro idee e i propri territori. Lavoreremo insieme per recuperare il tempo delle «opportunità mancate».

Cosa l’ha colpita di più della sua esperienza fino ad ora e quali sono le sue priorità per i prossimi mesi?

Questi mesi mi hanno fatto comprendere la responsabilità di rappresentare una voce italiana al Parlamento Europeo. È una sfida che mi stimola e che porta ogni giorno nuove opportunità di crescita e di impegno. Una delle mie priorità sarà il tema dei diritti delle donne, per cui tecnologia e intelligenza artificiale possono diventare alleati per prevenire la violenza di genere. E poi su un’Unione dell’Educazione: abbiamo fatto l’Europa, ora dobbiamo fare la nuova generazione di cittadini europei. Studenti e docenti al centro di una nuova agenda comune. Infine, resto focalizzata sull’idea di un’Europa più vicina ai territori, in cui la Calabria e il Sud Italia possano trovare il loro giusto spazio e doveroso riconoscimento. Nella vastità delle sfide del nostro tempo, regioni e nazioni sono troppo piccole, ma insieme, come Unione Europea, possiamo davvero fare qualcosa di grande. Camminiamo insieme, perché da soli si va forse più veloci, ma – mano nella mano – si va più lontano.

Il racconto della missione: in Kazakistan per parlare di cooperazione e pace

Si è conclusa domenica scorsa la missione in Kazakistan, della delegazione Ue per le relazioni con l’Asia Centrale, guidata dall’europarlamentare reggina, Giusi Princi. 

La prima «che ho guidato in questa veste», spiega ancora l’europarlamentare ad Avvenire di Calabria. «Con la delegazione più numerosa mai inviata dal Parlamento europeo in questa regione, abbiamo dato un segnale chiaro del nostro impegno per una cooperazione profonda, sostenuta dall’Ambasciata e dal Governo kazako». 

Il Kazakistan, ancora la testimonianza di Princi, «è un partner strategico: l’Unione europea è il suo primo partner commerciale e l’Italia è al terzo posto, dopo Russia e Cina, con un interscambio di risorse minerarie, gas e petrolio che vale quasi 30 miliardi di euro annui».



In questa missione, la parlamentare europea reggina, «abbiamo affrontato temi cruciali, come il rapporto con i “vicini autoritariamente complessi” come Pechino e Mosca, le infrastrutture per la connettività tra Europa e Asia, gli investimenti nella transizione energetica e i diritti umani e delle donne. Inoltre, intendo aprire consolati onorari in Calabria per rafforzare i legami storici tra Italia e Asia Centrale e favorire scambi culturali e universitari tra studenti del Sud Italia e di questi Paesi demograficamente molto giovani, creando anche opportunità concrete tra le nostre imprese e gli investitori kazaki. Questi legami sono fondamentali per l’orizzonte internazionale della Calabria e del Sud», conclude Princi.

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