Haiti: vicinanza dell’arcivescovo Mésidor (Port-au-Prince) a religiosi e religiose, “partecipate attivamente alle sofferenze del popolo”. Ieri bande armate hanno liberato 500 detenuti a Mirebalais

Breaking News

Non perdere i nostri aggiornamenti, segui il nostro canale Telegram: VAI AL CANALE


“Rivolgendomi alla Conferenza haitiana dei religiosi e religiose, e al vicariato Vita Consacrata della nostra arcidiocesi, desidero esprimere la mia vicinanza spirituale e il mio sostegno morale a tutte le nostre sorelle e i nostri fratelli nella vita consacrata, specialmente a coloro che sono vittime dirette della turbolenza dei tempi”. Lo scrive, in una lettera ai rappresentanti della vita religiosa di Haiti, pervenuta al Sir, mons. Max Leroy Mésidor, arcivescovo di Port-au-Prince e presidente della Conferenza episcopale haitiana

“Siamo nel bel mezzo di uno dei momenti peggiori della nostra storia nazionale”, fa notare l’arcivescovo, che enumera alcuni eventi delle ultime due settimane: “Le comunità religiose sono state sfollate; le porte di molte delle vostre scuole sono state chiuse; le suore anziane e malate hanno dovuto essere evacuate nel cuore della notte; le congregazioni hanno dovuto abbandonare le loro case di riposo e non hanno un posto dove ospitare le suore malate; le case provinciali stanno cercando di trovare una sistemazione temporanea”.

Prosegue l’accorata lettera: “L’elenco delle congregazioni religiose in difficoltà è lungo. Non ho parole per descrivere ciò che sta accadendo a Port-au-Prince in questo momento. È una realtà incredibile. La vita consacrata partecipa attivamente alle sofferenze del nostro popolo”. Conclude mons. Mésidor: “Sono con voi in questo momento difficile. Con Papa Francesco, vorrei ripetervi di ‘non dimenticare l’amorevole Provvidenza del Signore che ci accompagna, di non dubitare della sua sollecitudine e della sua misericordia’”.

Nel frattempo, dal territorio proseguono i segnali sempre più preoccupanti sullo strapotere delle bande armate. Ieri la coalizione di gruppi Vivre Ensemble ha preso d’assalto la città di Mirebalais, situata a una cinquantina di chilometri a nordest della capitale, e ha liberato circa 500 detenuti dal locale carcere, oltre a invadere la stazione di polizia e a incendiare numerose abitazioni, senza che la polizia e la popolazione locale riuscissero a opporsi alla situazione.

Fonte: Agensir
Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia
Immagine in evidenza categoria Spazio Genitori

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura
Immagine in evidenza Libro della settimana

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

tecnologia
Immagine in evidenza Human Prompt

Human Prompt

di Davide Imeneo

Articoli Correlati
Aula G
Educazione digitale minori

Educazione digitale minori in famiglia: l'enciclica sull'intelligenza artificiale

Alleanza educativa scuola famiglia

Ddl Valditara e consenso informato e alleanza educativa tra scuola e famiglia: l'intervista alla pedagogista Livia Cadei

Rischi chatbot giovani

I rischi dei chatbot per i giovani: così l'intelligenza artificiale ostacola la crescita emotiva degli adolescenti

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email