Ignazio Silone rappresenta una delle figure più complesse e significative del panorama intellettuale italiano del Novecento. La sua biografia, segnata precocemente da eventi drammatici, si intreccia con i momenti più critici della storia del Paese, dalla lotta contro il fascismo all’impegno politico internazionale. Tra i vari passaggi che hanno definito la sua formazione, anche Reggio Calabria occupa un ruolo di rilievo: è proprio nella città dello Stretto che lo scrittore ha vissuto parte dei suoi anni giovanili, frequentando un istituto religioso prima di intraprendere il percorso che lo avrebbe portato verso l’attivismo politico a Roma e, successivamente, al lungo esilio in Svizzera.
La formazione tra Pescina e Reggio Calabria
Ignazio Silone, pseudonimo di Secondino Tranquilli, è stato uno dei più importanti scrittori e politici italiani del Novecento. La sua vita e le sue opere sono profondamente segnate dall’impegno civile, dalla lotta contro il fascismo e dalla difesa degli umili. E la sua vita in qualche modo passa anche da Reggio Calabria. Una figura nitida che si scaglia contro i totalitarismi contrapponendosi sia al fascismo che al comunismo. Per questo suo non cedere mai alle lusinghe del potere, è stato tra gli intellettuali italiani più conosciuti e letti. Come dirigente politico raggiunse i più alti livelli delle organizzazioni in cui ha militato senza mai dimenticarlo nella sua semplicità come scrittore della libertà e degli umili con un messaggio universale. Nasce a Pescina dei Marsi (L’Aquila) il 1° maggio, figlio di un piccolo proprietario terriero e di una tessitrice. Perde i genitori e la casa nel terremoto e arriva a Reggio Calabria per proseguire il liceo in un istituto religioso. Ma il suo percorso di studi si interrompe per arrivare a Roma dove si immerge nella lotta politica.
L’impegno politico e la rottura con il Partito Comunista
Tra il 1919 e il 1921 diviene membro della segreteria dell’Unione socialista romana, della redazione dell’Avanti! e dirige L’Avanguardia, il settimanale dei giovani socialisti. Nel 1921 partecipa alla fondazione del Partito Comunista d’Italia come rappresentante della Gioventù Socialista; diviene quindi dirigente dell’Organizzazione giovanile comunista e poi del Partito. Nel 1922 si trasferisce a Trieste come redattore del quotidiano II Lavoratore. Membro della direzione del Partito Comunista, tra il 1921 e il 1927, compie diverse missioni sia in Russia che in altri paesi europei. Nel maggio del 1927 si reca insieme con Togliatti a Mosca per partecipare alle riunioni del Komintern che portano alla condanna e all’espulsione di Trotsky e Zinov’ev. SiIone si oppone all’espulsione dei due e lascia il Partito Comunista d’Italia nel 1930.
L’esilio in Svizzera e il ritorno in Italia
Esule si stabilisce in Svizzera dove rimane fino all’autunno del 1944 e per dieci anni non si occupa più di politica attiva dedicandosi all’attività letteraria. Dal 1932 al 1934 fonda e dirige la rivista in lingua tedesca Information e fonda nel 1936 Le Nuove Edizioni di Capolago. Agli inizi degli anni ’40, Silone torna all’attività politica dirigendo in Svizzera il Centro Estero del Partito Socialista. Dirige il quindicinale socialista L’avvenire dei Lavoratori. Le autorità elvetiche, per non complicare i rapporti con il governo italiano, lo fanno rinchiudere prima nel carcere di Zurigo, poi nei campi d’internamento a Baden e a Davos. Nel 1944 rientra in Italia e si stabilisce a Roma dove sposa l’irlandese Darina Elisabeth Laracy conosciuta qualche anno prima in Svizzera. Dal 1945 al 1946 dirige l’Avanti!. Nello stesso anno 1946 viene eletto all’Assemblea Costituente per il PSIUP in Abruzzo. Nel 1947 fonda Europa Socialista che dirige fino al 1949. Nel 1951 anima l’Associazione Italiana per la Libertà della Cultura. Abbandonata del tutto l’attività politica nel 1956 fonda e dirige, con Nicola Chiaromonte, la rivista Tempo Presente. Il 22 Agosto 1978, dopo una lunga serie di malattie, Silone muore in una clinica a Ginevra.













