Avvenire di Calabria

Il parroco don Giovanni Zampaglione durante l'omelia, nello spezzare la parola di Dio ha inviato tutti gli astanti a rimanere uniti a Gesù che è la vera vite

Il 1 maggio nelle comunità di Roghudi e Marina di San Lorenzo

Redazione web

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

La parrocchia di Roghudi e Marina di S.Lorenzo ha vissuto un primo maggio particolare. Sono state presentate all'altare e affidate al Signore, per intercessione di S.Giuseppe, le diverse attività del territorio: l'arte di produrre il pane quotidiano. Il lavoro del contadino e i frutti della terra. Il falegname ci ricorda S.Giuseppe, il carpentiere di Nazaret e Gesù, che dal padre ha imparato a lavorare. L'insegnante a servizio della cultura e delle nuove generazioni. Il pastore con il bastone che guida le pecore, e i formaggi frutto del suo lavoro che ci ricorda il Buon Pastore. L'infermiere che si prende cura delle persone in questo tempo di pandemia fatto di fragilità, difficile e anche figura del dottore da considerare un eroe. Il parroco don Giovanni Zampaglione durante l'omelia nello spezzare la parola di Dio ha inviato tutti gli astanti a rimanere uniti a Gesù che è la vera vite. «Se siamo uniti a lui - ha sottolineato don Giovanni Zampaglione - la nostra vita è feconda e porta frutti. Chiediamo la grazia di restare sempre uniti a Cristo». Inoltre è stata presentata una famiglia (a nome di tante famiglie) che vivono il dramma della disoccupazione. Si è presentata a "mani vuote"…in gesto di supplica. Ha affidato tutti i lavoratori (precari e disoccupati) a S.Giuseppe modello e patrono dei lavoratori e ha pregato affinché ogni famiglia possa trovare un lavoro retribuito al più presto. «Faccio mie le parole di papa Francesco - ha detto don Giovanni Zampaglione - e imploriamo S.Giuseppe lavoratore perché possiamo trovare strade che ci impegnino a dire: “Nessun giovane, nessuna persona, nessuna famiglia senza lavoro”.

Articoli Correlati

La Chiesa calabrese festeggia monsignor Salvatore Nunnari

Oggi, l’Alto prelato reggino compie 82 primavere vissute nell’impegno costante verso gli ultimi. Dall’ordinazione sacerdotale di monsignor Ferro agli anni di missione episcopale tra Nusco e Cosenza. Le sue dichiarazioni a Avvenire di Calabria: «La Chiesa deve stare sempre vicino all’uomo che soffre».

This website uses cookies to ensure you get the best experience on our website.