Il Circolo del Cinema Cesare Zavattini inaugura la stagione 2026 al Cineteatro Odeon con la rassegna Un mondo imperfetto

Circolo del Cinema Zavattini

Il Circolo del Cinema “Cesare Zavattini” riparte con una nuova identità e una nuova casa, scegliendo lo storico Cineteatro Odeon di Reggio Calabria come scenario per la stagione 2026. Il percorso culturale, che si snoderà ogni martedì fino al 7 aprile, propone dieci titoli selezionati per offrire una chiave di lettura critica su una realtà globale complessa e spesso contraddittoria. La rassegna dal titolo “Un mondo [im]perfetto” si propone di utilizzare il linguaggio cinematografico come antidoto all’indifferenza e come strumento di analisi sociale, alternando anteprime nazionali a cicli tematici dedicati all’adolescenza, ai sentimenti e all’impegno civile.

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Un mondo [im]perfetto: la visione del Circolo Zavattini

Prende il via oggi la nuova rassegna del Circolo del Cinema “Cesare Zavattini” che quest’anno si rinnova nella sua location: il Cineteatro Odeon di Reggio Calabria, e nel numero dei film, dieci ogni martedì fino al 7 aprile 2026. «Da qualche parte si legge che siamo il cinema che guardiamo ed è sicuramente vero per chi coltiva questa passione, così come siamo quello che mangiamo, nel forse abusato parallelismo tra cibo per il corpo e cibo per la mente. Per tutto questo si è deciso di proporre una selezione di film che attraverso le loro immagini possano alimentare questa passione per offrire al mondo che comincia subito dopo la nostra persona, una differente possibilità, un’alternativa all’arroganza, alla violenza, alla sopraffazione, perché si ha l’impressione che con l’andare avanti degli anni le nostre speranze per un mondo in cui la convivenza diventi fonte di conoscenza e il sapere mezzo per accedere ad una vita migliore, si vadano purtroppo affievolendo. Perché in questo mondo imperfetto che vorremmo perfetto non ci resta che sperare e quindi tenendo i piedi per terra, ma anche lo sguardo rivolto alle cose della vita, ancora una volta il cinema ci viene in soccorso».

L’interpretazione della realtà attraverso i grandi registi

Non certo casuale quindi il titolo della rassegna 2026 “Un mondo [im]perfetto” spiega Lidia Liotta. «Il Circolo del Cinema Cesare Zavattini ormai da 34 anni è convinto che il cinema sia uno strumento di interpretazione della realtà potentissimo. Ed il mondo che ci circonda non è il mondo perfetto a cui tutti aspiriamo e vorremmo». Ad aprire Il programma oggi martedì 3 febbraio Coexistence, my ass! della regista libano-canadese Amber Fares in anteprima nazionale per gentile concessione della Wanted Cinema. Un film originale e recentissimo in cui Noam Shuster, l’affermata attrice israeliana di stand-up comedy, racconta con grande senso dell’humor la sua vita e come questa incroci le vicende della Palestina. «Siamo molto orgogliosi di questo risultato che abbiamo ottenuto – spiega Liotta – perché il film non si sa ancora esattamente quando uscirà in sala».

I percorsi tematici: dall’adolescenza al riscatto sociale

Il programma prosegue con il ciclo L’età inquieta che «indaga il mondo dell’età adolescenziale» proponendo i film: “The teacher” di Farah Nabulsi (2023), che racconta la ricerca di giustizia attraverso un atto d’amore, opposizione e perseveranza; “Noi e loro” delle sorelle Coulin (2024), un racconto intimo dell’amore difficile fra un padre e un figlio; “Ma nuit” di Antoinette Boulat (2021), la notte di una adolescente tra le vie di Parigi per affrontare la perdita della spensieratezza; “Giovani madri” dei fratelli Dardenne (2025), uno scavo nell’umanità delle proprie protagoniste dei due grandi registi.

Segue il ciclo di film L’amore probabilmente con due storie insolite: “After love” di Aleem Khan (2020), il racconto di due donne e due coste opposte nell’amore; “Memory” di Michel Franco (2023), un amore che nasce in un gioco di specchi tra la memoria assente e il ricordo incessante del trauma. Il ciclo Fai la cosa giusta chiude la rassegna e «vuole essere uno stimolo a capire come poter cambiare la realtà». Sono tre film carichi di prospettive e di speranza: “Les misérables” di Ladj Ly (2019), un messaggio chiaro nascosto dietro il fumo dei lacrimogeni nella banlieue parigina; “Bus 47” di Marcel Barrena (2024), la storia vera di un’epopea popolare di rivalsa sociale e civile; infine “Radio Solaire” di F. Eppesteingher e F. Bacci e (2025), che narra l’incredibile impresa di un visionario bolognese, il “rivoluzionario delle onde radio” in Africa. «Vi aspettiamo ai soliti orari 18 e 21».

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