Incendio campo di Catona, il 5 giugno la mobilitazione promossa dalla parrocchia San Dionigi: «Insieme per il bene comune»

L’invito alla partecipazione e alla speranza: «sia occasione per ascoltare le nuove generazioni, che devono essere i protagonisti del cambiamento»

Il 25 maggio scorso un grave atto vandalico – un incendio molto probabilmente di natura dolosa – ha mandato in fumo rotoli di manto sintetico, insieme ai sogni di quanti speravano presto di poter vedere completato il campo di calcio dello stadio “Reitano” di Catona. I rotoli, del valore di circa 150 mila euro, sarebbero stati posizionati a breve.

Incendio campo di Catona, l’indignazione di politica e cittadini

Tanta la rabbia e l’indignazione da parte non solo del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. Ma anche da parte dei consiglieri di entrambi gli schieramenti, dei cittadini e, soprattutto, dei ragazzi e delle ragazze delle diverse realtà presenti sul territorio del quartiere a nord della città.

Mercoledì 5 giugno l’iniziativa della parrocchia San Dionigi: «Tutti insieme per un cambio di mentalità»

Sdegnati per tale grave gesto, si sono detti, ad esempio, i giovani della comunità parrocchiale San Dionigi di Catona, affranti perché «si è impedito di mettere a disposizione, soprattutto delle nuove generazioni, una delle pochissime strutture sportive presenti nel territorio, dopo anni, finalmente, recuperata e ristrutturata dall’amministrazione comunale».


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Passato qualche giorno dall’accaduto, «ancora indignati e amareggiati, non possiamo che riaffermare la speranza e la determinazione che insieme possiamo, e dobbiamo, essere capaci di dare una risposta», viene detto in una nota della parrocchia.


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Di qui la proposta: «Insieme tutti: cittadini, istituzioni, realtà educative e associazioni, che ogni giorno si dedicano sul territorio e nelle realtà di cui sono responsabili a rendere visibile l’impegno verso il bene comune, diamoci appuntamento nel cortile della Scuola Media di Catona, mercoledì 5 giugno alle 18:30 per riaffermare non solo la solidarietà, ma soprattutto l’impegno ad analizzare, progettare e realizzare insieme il cambiamento di mentalità della nostra comunità civile, rendendo protagonisti soprattutto i bambini, i ragazzi e i giovani dell’incontro».


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La “mobilitazione” si propone come «occasione per ascoltare le nuove generazioni, che devono essere i protagonisti del cambiamento. Di fronte a loro, le istituzioni, le associazioni e i cittadini, tutti insieme possiamo prenderci l’impegno di lavorare per il bene comune, al di là di ogni ideologia e colore politico, perché, solo se tutti ci impegnano per il bene di tutti, molte cose della realtà in cui viviamo possono cambiare».

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