Dall’incendio dei campi coltivati dalla Cooperativa Valle del Marro fino al danneggiamento di beni confiscati a Melito Porto Salvo e a Reggio Calabria: l’estate 2025 si conferma segnata da una nuova ondata di intimidazioni. Libera denuncia la persistenza della pressione mafiosa e invita istituzioni e cittadini a un impegno concreto e quotidiano per liberare il territorio.
Beni confiscati nel mirino: dal terreno di Melito all’ex cinema Orchidea
Reggio Calabria e la sua provincia sono ancora una volta scosse da una serie di atti intimidatori che hanno colpito diverse categorie, dai giornalisti agli imprenditori, fino agli amministratori locali. Non sono stati risparmiati nemmeno i beni confiscati alle cosche, simboli di rinascita civile e sociale.

Nel mese di luglio sono stati devastati ettari di campi coltivati a grano e uliveti confiscati alle cosche della Piana di Gioia Tauro, oggi gestiti dalla Cooperativa Valle del Marro. A seguire, un incendio doloso a Melito Porto Salvo ha distrutto un terreno confiscato alla ‘ndrangheta. L’ultimo episodio riguarda invece un bene di proprietà del Comune di Reggio Calabria, l’ex cinema Orchidea, destinato – al termine dei lavori di recupero – a diventare un centro culturale a disposizione della comunità.
Libera: «Oltre la solidarietà, serve impegno quotidiano»
Sono episodi che per Libera «confermano la presenza pervasiva e minacciosa della ‘ndrangheta, che continua a esercitare il proprio potere tentando di condizionare la vita delle imprese, delle amministrazioni, della libera informazione e dei cittadini. Quando le cosche non riescono a ottenere i loro scopi con pratiche di corruzione o “aggiustamenti”, non esitano ad alzare il tiro, ricorrendo alla violenza degli atti intimidatori per riaffermare il proprio controllo».
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Per il Coordinamento di Reggio Calabria di fronte a questo scenario non bastano dichiarazioni di solidarietà o condanne formali, che rischiano di ridursi a gesti di circostanza. È necessario invece trasformare la vicinanza alle vittime in azioni concrete e quotidiane da parte di tutti: istituzioni, cittadini, mondo dell’associazionismo e realtà economiche.
«La nostra sincera condivisione della sofferenza con chi subisce atti intimidatori – afferma Libera – deve tradursi in un impegno concreto per liberare il nostro territorio da ogni forma di prevaricazione e violenza».
Un territorio che prende coscienza
Libera ricorda che molto è stato fatto grazie al costante impegno delle Forze dell’Ordine, della Magistratura, delle istituzioni democratiche, delle associazioni e della rete ReggioLiberaReggio – La libertà non ha pizzo. Grazie a questa azione collettiva, il territorio è oggi meno fertile per la criminalità organizzata.

«È in atto – prosegue la nota – una presa di coscienza sempre più diffusa, una maggiore responsabilità che deve impedire alla ‘ndrangheta di inquinare la vita libera e democratica dei cittadini, degli imprenditori e delle istituzioni».
Un invito, dunque, a non abbassare la guardia e a rafforzare ogni giorno, con piccoli e grandi gesti, la rete della legalità e della giustizia sociale.













