Domenica scorsa la seconda tappa del cammino quaresimale, in compagnia di Gesù dal deserto al monte
Resto Gesù solo. Del Vangelo della Trasfigurazione colpisce sempre questa espressione che chiude questo brano e ogni anno nella II Domenica di Quaresima ascoltiamo questo racconto. La Trasfigurazione è un anticipo della gloria pasquale: Gesù si mostra ai suoi discepoli così com’è per prepararli allo scandalo della Croce. Con Lui ci sono Mosè ed Elia, che raffigurano la Legge e i Profeti certo, ma sono anch’essi due personaggi che hanno fatto l’esperienza di salire su un monte: Mosè sul Sinai ed Elia sul Carmelo.

Negli occhi del primo c’è un roveto che arde, sulla pelle del secondo il sussurro di una brezza leggera, occasioni in cui sentire in modo forte la presenza di Dio. Entrambi insieme a Gesù sono illuminati e illuminano la vita dei discepoli che percepiscono anch’essi tutto questo. In loro ci siamo noi, chiamati a salire in alto con Gesù per fare esperienza di una bellezza autentica, di un panorama unico, di un cielo nitido e terso, di una luce nuova.
La nuova alleanza
Gustiamo un’alleanza nuova, come Abramo, di cui ci racconta la prima lettura, che sperimenta la fedeltà della promessa di Dio guardando un cielo stellato. Dio, per far sentire la sua presenza, ci parla attraverso la bellezza, attraverso esperienze significative e che trasformano il cuore, che ci trasfigurano. Pietro, Giacomo e Giovanni contemplano tutto, addirittura Pietro chiede di rimanere in quel post facendo tre capanne ma, dopo la voce del Padre che suggella quell’esperienza…restò Gesù solo! Dopo la manifestazione della divinità di un Volto che cambia d’aspetto, dopo la grande esperienza di bellezza, restò Gesù solo. Non c’è più luce, scompaiono Mosè ed Elia, nessuna nube, la voce del Padre tace.
Rimane solo Gesù con i tre pescatori, forse i più intemperanti, coloro che ne avevano più bisogno. Anche noi vogliamo fare la loro stessa esperienza per avvertire tutto l’amore che Dio ha nei nostri confronti, nonostante noi, i nostri limiti, le nostre intemperanze, i nostri peccati. I tre discepoli non riferirono nulla ci dice il testo, dopo quell’evento straordinario tengono tutto nel segreto della loro vita, quasi a voler riprendere la quotidianità nella gioia di essere compagni di viaggio, fratelli di Lui. Discendono nell’ordinario, come noi dopo la grande esperienza della bellezza di Dio vogliamo affrontare di nuovo la vita ogni giorno, ogni momento, trasfigurando la realtà con la luce che abbiamo accolto.
PER APPROFONDIRE: San Sperato, il Centro di ascolto Caritas intitolato a Nuccia Reliquato Labate
Questa seconda tappa del nostro cammino quaresimale, in compagnia di Gesù dal deserto al monte, diventa obbligatoria per fare l’autentica esperienza di Dio nella sua bellezza che lascia senza parole, che ci aiuta a gustare la sua vicinanza e che ci reinserisce nel circuito della nostra quotidianità trasfigurati…per trasfigurare! Resto Gesù solo, anche noi ci accorgeremo che dopo ogni cosa, resta solo Lui.













