Lavoro: Oxfam, “In Italia salari calati dell’8,7% tra il 2008 e il 2024”

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A livello globale, negli ultimi 5 anni, la retribuzione mediana degli amministratori delegati (Ad) d’impresa è cresciuta del 50%, in termini reali, passando da 2,9 milioni di dollari nel 2019 a 4,3 milioni nel 2024. Un aumento che supera di ben 56 volte la modesta crescita del salario medio reale (+0,9%), registrata nello stesso periodo nei Paesi per cui sono pubblicamente disponibili le informazioni sui compensi degli Ad. A rivelarlo è una nuova analisi di Oxfam diffusa in occasione della Festa Internazionale dei Lavoratori del primo maggio. Una ricerca che ha preso in esame le retribuzioni annue totali (comprensive di compensi corrisposti a titolo di bonus e stock option) degli amministratori delegati di quasi 2.000 imprese in 35 Paesi, tra cui l’Italia, che l’anno scorso hanno percepito emolumenti superiori a 1 milione di dollari. “Anno dopo anno assistiamo allo stesso spettacolo a dir poco grottesco: i compensi degli Ad crescono vertiginosamente, mentre i salari dei lavoratori in molti Paesi restano fermi o salgono di pochi decimali. – spiega Mikhail Maslennikov, policy advisor su giustizia economica di Oxfam Italia – La dinamica appare ancor più incresciosa in un periodo di elevata inflazione, come il biennio 2022-23 che ci siamo lasciati alle spalle, in cui il potere d’acquisto delle retribuzioni si è drasticamente ridotto per milioni di lavoratori a basso salario, che hanno faticato a sostenere le spese per l’affitto, il cibo e l’assistenza sanitaria”. Per quanto riguarda la dinamica dei salari reali, per Oxfam, l’Italia è caratterizzata da un andamento negativo di lungo corso che colloca il nostro Paese nelle ultime posizioni, tra le economie avanzate. Dopo il biennio di alta inflazione (2022-2023), il 2024 ha visto i salari reali italiani tornare a crescere (+2,3% su base annua), secondo le ultime stime dell’Oil. Un incremento insufficiente, sostiene Oxfam, a colmare la perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni, ampiamente eroso negli anni passati: il salario medio reale si è infatti contratto in Italia dell’8,7% tra il 2008 e il 2024. Se, anziché ricorrere agli indici generali dell’inflazione, si facesse riferimento alla variazione dei prezzi del carrello della spesa (come approssimazione dei beni maggiormente consumati dai lavoratori con basse retribuzioni) – spiega Oxfam – il salario lordo nazionale registrerebbe, in media, una perdita cumulata di circa il 15% nel solo quadriennio 2019-2023 e la dinamica positiva del 2024 non rappresenterebbe che un placebo per i lavoratori con le retribuzioni più basse. Di fronte alla crisi del lavoro, Oxfam denuncia l’immobilismo del governo Meloni. “Fino ad oggi, nell’azione del Governo è del tutto assente una chiara politica industriale, orientata alla creazione di posti di lavoro di qualità, che scommetta su innovazione, transizione verde e formazione, senza lasciare indietro nessuno. – conclude Maslennikov – Il Governo stenta a intervenire sul rafforzamento della contrattazione collettiva e sulla revisione del sistema di fissazione dei salari e ha affossato il salario minimo legale che rappresenta una tutela essenziale per i lavoratori più fragili. Tra inazione e scelte discutibili, il Governo sta nei fatti contribuendo a rendere sempre più sbiadito il dettato costituzionale, che considera il lavoro come base per la dignità e la libertà dei cittadini e gli assegna la fondamentale funzione di concorrere al progresso materiale e spirituale della nostra società”.

Fonte: Agensir
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