Leopoldo Trieste e le radici reggine di un intellettuale protagonista del cinema italiano del Novecento

Un americano a Roma

Il panorama culturale italiano del secondo Novecento ha trovato in Leopoldo Trieste un interprete capace di attraversare i generi con una sensibilità fuori dal comune. Nato a Reggio Calabria, Trieste ha saputo coniugare la scrittura drammaturgica con una carriera attoriale che lo ha visto collaborare con i più grandi registi mondiali, da Fellini a Coppola. La sua formazione, avvenuta in un ambiente familiare aperto al confronto intellettuale, ha posto le basi per una figura di artista completo, in grado di passare dal neorealismo alla commedia all’italiana, fino alle grandi produzioni hollywoodiane, mantenendo sempre un profondo rigore professionale.

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Il sodalizio con Fellini e i grandi registi

Attore, sceneggiatore e drammaturgo Leopoldo Trieste (1917–2003) è indubbiamente una delle figure più versatili e riconoscibili del cinema italiano con ruoli in più di cento film in oltre cinquant’anni di carriera. La sua grande popolarità cinematografica è legata sicuramente a Federico Fellini, che lo scelse per ruoli iconici che ne definirono l’immagine di interprete sensibile e spesso malinconico. Vedi: “Lo sceicco bianco” (1952) dove interpretò l’indimenticabile Ivan Cavalli e “I vitelloni” (1953) nel ruolo di Leopoldo, l’aspirante drammaturgo del gruppo. Ma non solo, nella sua lunga carriera ha lavorato con i più grandi registi del cinema italiano e internazionale, tra cui: Pietro Germi: in capolavori come “Divorzio all’italiana e Sedotta e abbandonata”. E Poi Francis Ford Coppola: interpretando il Signor Bonasera ne “Il Padrino – Parte II” quindi Giuseppe Tornatore col il ruolo del muto ne “L’uomo delle stelle”, interpretazione che gli valse il Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista nel 1996.

Le radici reggine e l’attività letteraria

Oltre alla recitazione, Leopoldo Trieste è stato un prolifico autore sia a teatro dove iniziò come drammaturgo con opere significative come “Cronaca” (1946), una delle prime a trattare il tema dell’Olocausto; sia come regista di cui firmò due film tra cui “Città di notte” del 1958. E infine come sceneggiatore collaborando a numerosi script, consolidando la sua reputazione di intellettuale completo del panorama culturale italiano. Pochi però sanno che questa figura iconica è nata proprio a Reggio Calabria che in verità gli ha anche intitolato una piazza. Proprio qui è nato il 3 maggio 1917 da una famiglia residente nel rione Ferrovieri e che ha visto negli anni ’30 la sua casa vero punto di incontro culturale anche per Salvatore Quasimodo.

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