La condizione dei minori con background migratorio, spesso in equilibrio tra la cultura d'origine vissuta in famiglia e quella del Paese di accoglienza sperimentata a scuola e nella società, rappresenta una sfida evolutiva complessa. La psicologia sottolinea come questa doppia appartenenza non debba essere considerata un problema da risolvere, ma una realtà oggettiva da accompagnare e valorizzare. Genitori, insegnanti, educatori e catechisti svolgono un ruolo fondamentale nel prevenire il disagio psicologico e il rischio di isolamento sociale. Un approccio interculturale attento evita dinamiche di assimilazione forzata, favorendo l'inclusione e permettendo ai minori di sviluppare un'appartenenza plurale sana . . .
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