Migranti: Emergency, la Life Support ha recuperato 2 corpi senza vita

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Ieri pomeriggio alle 16 circa la Life Support di Emergency, alla sua 32esima missione, ha effettuato il recupero di 2 corpi senza vita che erano alla deriva nelle acque internazionali della zona SAR (Search and rescue) libica.
L’allarme era stato dato giovedì 26 da Sea-Watch, dopo che il suo velivolo Seabird aveva filmato uno dei corpi individuandone anche altri 5 in acque internazionali della zona SAR libica, e ieri anche il Maritime rescue coordination centre (MRCC) di Roma ha aperto a riguardo un caso SAR. “Siamo in mare per salvare vite, è davvero doloroso dover invece recuperare cadaveri – commenta Anabel Montes Mier, Capomissione della Life Support di Emergency -. Non sappiamo cosa sia successo, ma possiamo supporre che ci sia stato un naufragio di una imbarcazione in pericolo di cui non si aveva notizia, o che invece il caso fosse stato segnalato ma sia rimasto per troppi giorni senza risposta, oppure ancora che ci sia stata un’intercettazione da parte della cosiddetta Guardia costiera libica o di altri libici e che alcune persone si siano buttate in mare per non essere riportate in Libia”. “Quello che sappiamo per certo, invece, è che è disumano che Italia ed Europa appaltino la gestione dei flussi di migranti a Paesi Terzi che vìolano sistematicamente i diritti umani delle persone in movimento – prosegue Anabel Montes Mier, Capomissione della Life Support -. Così facendo contribuiscono ad aumentare le sofferenze delle persone in movimento e si rendono complici delle violazioni di diritti che quei Paesi compiono. Come abbiamo scritto nel nostro report “Il confine disumano – Salvare vite nel Mediterraneo centrale”, torniamo a chiedere la tutela del diritto alla vita in mare e il potenziamento della capacità di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale attraverso l’attivazione di una missione SAR europea.”
La Life Support ha concluso il recupero di 2 dei 6 corpi, che erano stati segnalati già giovedì 26, poco dopo le 16 di venerdì 27. “Dal ponte della nave abbiamo individuato il primo corpo senza vita alle 14.30 italiane grazie alla posizione condivisa dal velivolo Colibrì 2 di “Pilotes Volontaires” e lo abbiamo recuperato alle 14.54 – spiega Jonathan Naní La Terra, Sar Team Leader della Life Support -. Il secondo corpo ci è stato indicato sempre da Colibrì 2 che era in volo e per segnalarcelo ha compiuto diversi giri in aria sopra la posizione, lo abbiamo individuato alle 15.42 e concluso il recupero alle 16.08. È la prima volta che la Life Support deve recuperare dei cadaveri ed è terribile per tutti, ma almeno si potrà provare a identificarli e le loro famiglie avranno certezza della loro sorte.”
Dato l’avanzato stato di decomposizione non è stato immediatamente possibile determinare il sesso dei due corpi. “Viste le loro condizioni – aggiunge Umberto Marzi, medico a bordo della Life Support – possiamo presumere che siano rimasti in acqua non meno di una settimana”. Informate le autorità competenti del recupero dei corpi, alla Life Support di Emergency è stata assegnata Augusta come porto di sbarco per le salme, dove l’arrivo è previsto per domenica 29 giugno alle ore 12 circa.

Fonte: Agensir
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