L'accesso dei giovanissimi ai social network e l'efficacia delle misure di tutela adottate dalle piattaforme digitali sono sempre più al centro dell'attenzione pubblica e istituzionale. Mentre l'Unione Europea solleva dubbi sul rispetto del Digital Services Act da parte di colossi come Meta, spingendoli a implementare nuovi sistemi di verifica dell'età basati sull'intelligenza artificiale, psicologi ed esperti di etica tecnologica evidenziano una criticità più profonda e trasversale. Il dibattito si sposta così dai meri strumenti tecnici di controllo agli effetti che l'iperconnessione e gli algoritmi producono sullo sviluppo cognitivo e relazionale dei minori. Al . . .
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