Avvenire di Calabria

La testimonianza di monsignor Antonino Iachino sulla figura di monsignor Giuseppe Caruso a nove anni dalla sua dipartita

La Chiesa reggina ricorda monsignor Giuseppe Caruso

Per tantissimi anni, il sacerdote originario di Molochio, nella Piana di Gioia Tauro, fu un punto di riferimento per la diocesi

di Antonino Iachino

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La testimonianza di monsignor Antonino Iachino sulla figura di monsignor Giuseppe Caruso a nove anni dalla sua dipartita. Per tantissimi anni, il sacerdote originario di Molochio, nella Piana di Gioia Tauro, fu un punto di riferimento per la diocesi.

Monsignor Giuseppe Caruso, il ricordo di monsignor Antonino Iachino

Monsignor Giuseppe Caruso è nato a Molochio (RC) l’11 agosto 1915. È entrato nel Seminario diocesano di Oppido Mamertina nell’ottobre del 1928. Ha compiuto gli studi filosofici nel Seminario regionale di Reggio Calabria dal 1933 al 1936 e gli studi teologici nel Seminario di Posillipo (Napoli) dal 1936 al 1940. È stato ordinato sacerdote a Oppido Mamertina dal vescovo monsignor Nicola Canino il 31dicembre 1941.


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È stato incardinato nella diocesi di Reggio Calabria nel 1948, essendo arcivescovo monsignor Antonio Lanza, che subito lo ha nominato parroco di Santa Maria del Lume in Pellaro.

Nel 1950 arrivò a Reggio come arcivescovo monsignor Giovanni Ferro, che si è reso conto subito della povertà della gente, delle difficoltà che i parroci incontravano per la scarsità di strutture pastorali ed educative, per i tanti edifici di culto  fatiscenti, a volte del tutto carenti soprattutto nelle periferie più povere;  tanti parroci non avevano la casa canonica o vivevano in abitazioni assai misere. Occorreva ricostruire tutto.

Pertanto l’arcivescovo ha chiesto subito la collaborazione di don Caruso che a Pellaro stava dando prova di zelo apostolico e fantasia pastorale, di capacità organizzative e di impresa nella costruzione del grande Centro giovanile e oratorio parrocchiale per le Suore Salesiane Oblate. Da questa chiamata comincia la grande attività pastorale e amministrativa di don Caruso, che produrrà nel tempo grandi frutti nella ricostruzione delle strutture pastorali delle parrocchie  e dei luoghi di culto e nel centro diocesi con la costruzione del Seminario diocesano, di tante strutture pastorali annesse alla Curia, di tante Scuole Materne sparse per la diocesi, della Casa “San Paolo” di Cucullaro, di tantissime nuove e belle chiese. Si è detto per tanto tempo che la Diocesi era un cantiere sempre aperto.

Certamente non è  questo il luogo e  il momento di raccontare quello che don Caruso ha fatto, però sarebbe necessario farlo ed anche quanto mai opportuno perché se si perde la memoria  ci si impoverisce in modo preoccupante. Il nostro settimanale “Avvenire di Calabria”  il 15 ottobre 2005 ha raccontato le “attività dell’Ufficio tecnico- amministrativo svolte durante la direzione di Mons. Caruso negli anni 1954-2004” in un articolo dal titolo significativo: “Un mondo di opere”.

Monsignor Caruso è stato Cameriere Segreto soprannumerario del Santo Padre, Amministratore Mensa arcivescovile, Fondatore e Direttore dell’Ufficio Tecnico diocesano, Economo del Seminario Pio XI di Reggio Calabria, Assistente diocesano dell’Azione Cattolica, Assistente Scout e del Masci, Rappresentante della Commissione diocesana presso la Consulta Regionale dei Beni Culturali, Membro del Consiglio di Amministrazione del Seminario San Pio X di Catanzaro, Decano del Capitolo Metropolitano della Diocesi, Direttore della Casa del Clero, Fondatore e Direttore della Casa Emmaus di Gambarie, Economo diocesano per lunghi anni.


PER APPROFONDIRE: Don Nicola Ferrante, il ricordo indelebile del sacerdote reggino


Ha collaborato molto attivamente e in assoluta fedeltà con l’arcivescovo Servo di Dio monsignor Giovanni Ferro per tutto il tempo del suo episcopato; successivamente con monsignor Aurelio Sorrentino come Economo diocesano ed altri incarichi amministrativi e pastorali, riconfermato con piena fiducia da monsignor Vittorio Mondello, che lo ha voluto al suo fianco anche come Vicario episcopale per le attività amministrative.

Ha concluso il suo intenso cammino terreno a Reggio Calabria il 18 settembre 2013, nove giorni dopo l’ingresso del nuovo arcivescovo monsignor Giuseppe Fiorini Morosini. Aveva da poco compiuto 98 anni.

Personalmente posso testimoniare che don Caruso è stato un grande amico dei poveri, ha realizzato, tra l’altro, anche il grande Centro di Accoglienza “Giovanni Paolo II”, ha sempre trovato i soldi per interventi caritativi urgenti e per venire incontro nelle tante emergenze della nostra diocesi, senza farsi mai pubblicità, senza supponenza e senza mai criticare gli altri, ma con tanta umiltà e spirito di servizio Amava sempre dire che lui prima di tutto era un prete e voleva bene ai preti.

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