Olio: al via la nuova campagna di raccolta con il Sud che traina

Secondo l’analisi congiunta di Unaprol, Coldiretti e Foa Italia, la produzione nazionale di olio dovrebbe attestarsi intorno alle 300mila tonnellate
Raccolta olive Coldiretti

Una situazione non omogenea in tutto il paese con Puglia e Calabria che da sole rappresentano oltre il 60% della produzione nazionale

È partita in tutta Italia la nuova campagna di raccolta delle olive, che promette una netta ripresa rispetto al 2024, segnato dalla siccità. Secondo l’analisi congiunta di Unaprol, Coldiretti e Foa Italia, la produzione nazionale di olio dovrebbe attestarsi intorno alle 300mila tonnellate, con un +30% rispetto allo scorso anno. Si tratta di stime iniziali, da confermare in base all’andamento climatico delle prossime settimane.



Il Sud traina la crescita

La situazione più positiva arriva dal Mezzogiorno, dove si prevede un incremento produttivo tra il 30% e il 40% grazie alle piogge estive che hanno salvato la fioritura compromessa in primavera. Puglia e Calabria, da sole, rappresentano oltre il 60% della produzione nazionale.

Le criticità al Nord e al Centro

Non ovunque però il quadro è roseo spiega Coldiretti. Al Nord Italia un crollo stimato del 40% a causa del maltempo. E al Centro Italia una situazione disomogenea, con cali medi del 10-15%.

La novità: olive registrate entro 6 ore

La campagna 2025 si apre con una novità epocale per la tracciabilità. Un decreto – fortemente sostenuto da Coldiretti e Unaprol – impone l’obbligo di registrare i movimenti delle olive entro 6 ore dall’acquisto, senza interruzioni.


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«Con questo decreto si chiude l’epoca delle olive senza nome e senza provenienza» ha spiegato David Granieri, vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol. «Con questo decreto si chiude definitivamente l’epoca delle olive senza nome e senza provenienza, e si apre una nuova fase fondata sulla trasparenza, sulla responsabilità e sulla valorizzazione del prodotto italiano».

«L’aumento di produzione non deve però distogliere dall’urgenza di investimenti in infrastrutture, ricerca e innovazione in tutte le aree del Paese – continua Granieri –. Serve implementare piani di sviluppo che garantiscano al comparto olivicolo italiano la resilienza necessaria ad affrontare le crescenti e imprevedibili sfide climatiche future. L’obiettivo rimane quello di sostenere tutti i produttori e rafforzare la posizione di eccellenza dell’olio extra vergine d’oliva italiano sui mercati globali».

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