Papa al Gemelli: Betlemme in preghiera per la guarigione

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A Betlemme, vicino alla basilica della Natività, lungo la strada principale, sono affisse le fotografie della storica visita di Papa Francesco del 25 maggio del 2014. In quell’occasione il Pontefice salutò le Autorità palestinesi, celebrò la messa nella piazza della mangiatoia e incontrò i bambini dei campi profughi di Dheisheh, Aida e Beit Jibrin, prima di partire per Gerusalemme, tappa finale del suo viaggio in Terra Santa, cominciato il giorno prima ad Amman, in Giordania. Da diversi giorni, sotto quelle foto, che mostrano il forte legame del Pontefice con la Terra Santa, sono comparse tante piccole luci e candele messe spontaneamente dai betlemiti a testimoniare tutta la loro vicinanza e preghiera per Papa Francesco ricoverato al Gemelli. “Luci che brillano nella notte e che sono il simbolo della preghiera per la salute del Papa”, racconta al Sir Adriana Sigilli, presidente dell’Associazione “Oasi di Pace”, che sostiene i bambini di Terra Santa e le loro famiglie. Sigilli che dirige Diomira Travel, agenzia che organizza viaggi e pellegrinaggi in Terra Santa e che per questo trascorre diversi mesi all’anno tra Gerusalemme e Betlemme, spiega che “ogni lucina rappresenta non solo un pensiero, ma anche un’invocazione e un desiderio di rimanere uniti, proprio in questa città di Betlemme, dove la luce della stella ha guidato i pastori fino alla mangiatoia. Questo messaggio di fede e speranza alimenta un senso di appartenenza e di comunione in un contesto politico e sociale di grande difficoltà”. “Tutti a Betlemme – aggiunge – riconoscono in Papa Francesco un padre amorevole che non ha mai fatto mancare la sua preghiera per la Terra Santa e per la situazione dei cristiani locali. È stato l’unico a farsi portatore di un messaggio di pace, facendo sentire la sua voce non solo per la comunità cristiana, ma anche per coloro che soffrono a causa della guerra, richiamando l’attenzione sull’urgenza della pace in una regione tormentata. La sua presenza continua a essere una fonte di speranza per molti, che vedono in lui non solo un leader spirituale, ma anche un compagno di viaggio che condivide le loro gioie e le loro sofferenze”. Questo è il tempo di ricambiare tanto affetto e quindi “i betlemiti hanno cominciato ad accendere candele sotto le fotografie esprimendo così tutta la loro vicinanza e solidarietà al Santo Padre. Un gesto collettivo – conclude Sigilli – che rappresenta un richiamo all’unità e alla speranza in un futuro migliore, non solo per Betlemme che attende il ritorno dei pellegrini nella terra di Gesù”.

Fonte: Agensir
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