Papa al Gemelli: p. Pasolini, “interrompere la fuga dalla morte con l’antidoto dell’amore”

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“Tutti ci immaginiamo un po’ immortali e invincibili, non soggetti mai alla fine. Anche la Chiesa è dentro un contesto in cui si respira una diffusa sensazione di immortalità, perché cammina con l’uomo e scopre di essere così affezionata a certi modi di concepirsi e di porsi da non accettare la morte, la fine di certe sue forme di presenza nel tempo e nello spazio”. A lanciare la provocazione è stato padre Roberto Pasolini, nella meditazione pomeridiana degli esercizi spirituali della Curia Romana, in Aula Paolo VI, mentre Papa Francesco sta per concludere la sua ventisettesima giornata di degenza al Policlinico Gemelli per una polmonite bilaterale. “Fear of missing”: si chiama così, ha  detto il religioso, “la paura che assale i giovani di non essere presenti a qualcosa di bello che sta avvenendo”. L’illusione, insomma, è quella di “dover durare per sempre, non dover mai uscire di cena, non accettare mai i cambi di stagione. Di vivere come se fossimo senza la morte, immortali, come supereroi di una saga”. E’ questa “fuga dalla morte”, per il religioso, che “dobbiamo interrompere, perché arriva a guastare una festa in cui lei sembra essere un ospite clandestino, mentre fa parte dello scenario in cui viviamo da sempre”. E la ricaduta pratica della rimozione della morte “è la fatica a compiere delle scelte: se la mia vita è una risorsa a cui posso sempre attingere, perché fare una scelta definitiva, quando domani posso farne una nuova? Una volta le scelte scelte definitive si dovevano fare, e basta. Oggi è l’estremo opposto: se me lo sento, lo faccio, e senno’ non fa niente”. Ma “la vita ha dei limiti, nella nostra volontà e nella realtà, e dobbiamo riconoscerli e onorarli, per non diventare persone che non sentono o persone che sentono troppo”. “E’ l’amore l’antidoto a una vita che si percepisce illimitata”, e i cristiani lo sanno: “quando amiamo finisce l’incubo della nostra solitudine”. E’ la logica dell’incarnazione, sintetizzata per Pasolini da questa frase di Madeleine Delbrel:”Noialtri, gente della strada, crediamo con tutte le nostre forze che questa strada, che questo mondo dove Dio ci ha messo è il luogo della nostra santità. Noi crediamo che niente di necessario ci manca, perché se ci mancasse Dio ce lo avrebbe già dato”.

Fonte: Agensir
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