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“Il Movimento apostolico ciechi non dimenticherà mai l’attenzione che ha sempre riservato alle persone con disabilità”. Così don Alfonso Giorgio, assistente ecclesiastico nazionale, nel giorno dei funerali di Papa Francesco. “Espressioni come: ‘O nella Chiesa c’è posto per le persone con disabilità oppure, per favore, quella Chiesa deve chiudere!’ sono inequivocabili”, ricorda don Giorgio, sottolineando come per il Papa “o tutti o nessuno!”. Una visione, quella di Francesco, che “rende bene l’idea di una Chiesa nella quale tutti abbiamo la stessa possibilità di crescere, di andare avanti, di amare il Signore, di fare cose buone, di capire la dottrina cristiana e di ricevere i sacramenti”. Tra i ricordi più vivi, l’udienza del 17 novembre 2018 nella Sala Clementina, per i 90 anni di fondazione del Mac. In quell’occasione il Pontefice esortò: “Cari amici, continuate pure con fiducia costante il vostro cammino, consapevoli del fatto che il futuro dell’umanità sta nella condivisione e nell’amicizia, soprattutto con i più poveri e abbandonati. Grazie per la vostra testimonianza. E, per favore, ricordatevi di pregare per me. Grazie”. Don Giorgio rievoca anche alcuni incontri personali: “Parlando delle nostre attività, fu molto colpito dall’impegno dei ciechi italiani verso i ciechi più poveri del mondo”. Ricevendo un’immagine di “Nostra Signora di Luján”, Papa Francesco sorrise: “Questa sì, la conosco”, e, davanti a un libro sull’inculturazione dei sacramenti, incoraggiò: “Vai avanti, è un tema molto attuale!”.
Fonte: AgensirArticoli correlati:
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