Papa Leone XIV: mons. Lomanto (Siracusa), “ci incoraggia a costruire ponti”

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“Senza paura, uniti mano nella mano con Dio e tra di noi andiamo avanti”. Con le parole di Papa Leone XIV, l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, ha indirizzato un messaggio alla diocesi dopo l’elezione del Santo Padre.
Papa Leone XIV, sin dall’inizio del suo pontificato, ha sottolineato il presule, “ci indica di incarnare la fede nel mondo di oggi per esserne trasformati nel compimento della missione e per ‘portare a tutti la Buona Notizia’”.
L’arcivescovo Lomanto ha citato il primo discorso dalla loggia di San Pietro di Papa Leone XIV che “ci ha offerto ‘la pace del Cristo Risorto’ e, nella prima omelia della messa nella Cappella Sistina, ci ha confermato la confessione di fede espressa da Pietro: ‘Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente’ (Mt 16,16). La pace del Risorto, che riceviamo nella fede, deve raggiungere la vita concreta di tutti, attraverso il ruolo e il compito di ciascuno di noi, per tradurla in pace sociale: nel vissuto di ogni giorno, nella famiglia, nella società, nelle nazioni e nel mondo intero. L’unione a Cristo e tra di noi è il fondamento della missione evangelica e della testimonianza dell’amore perfetto”. Papa Leone XIV “ci incoraggia a costruire ponti, con il dialogo, con l’incontro, unendoci tutti per essere un solo popolo sempre in pace”.
Inoltre, l’arcivescovo ha ricordato il richiamo all’importanza del cammino sinodale della Chiesa da parte di Leone XIV.
Infine mons. Lomanto ha ricordato come lo scorso anno, 1° settembre 2024, “abbiamo avuto la provvidenza e il privilegio di accogliere a Siracusa l’allora card. Robert Francis Prevost, oggi Papa Leone XIV, il quale venne per celebrare il 71° anniversario della Lacrimazione. In quell’occasione ci ha detto che ‘le lacrime della Madonna sono le lacrime di una madre addolorata a causa dei peccati dei suoi figli che rifiutano l’amore di Dio; sono anche lacrime di dolore per quanti soffrono le ingiustizie, la solitudine, la violenza, l’odio, la guerra e l’indifferenza umana. […] La comprensione di quelle lacrime che gli uomini sono chiamati a fare è una vera conversione, un ritorno all’amore di Dio che si manifesta nella riconciliazione con Lui e nella carità con gli altri, nella vera compassione, cioè, nel condividere le sofferenze altrui e dando sollievo a chi ne ha bisogno. In questo modo, le Lacrime della Madonna sono un segno di speranza”. L’arcivescovo conclude citando la preghiera indirizzata alla Madonna delle Lacrime dall’allora cardinale: “O Madre addolorata, che ai piedi della croce fosti affidata come Madre della Chiesa, continua a guardare il dolore dei tuoi figli che soffrono nel corpo e nello spirito le conseguenze del peccato. Asciuga le lacrime dei sofferenti, degli abbandonati, delle vittime dell’odio e della guerra. Fa’ che non rimaniamo indifferenti alle tue lacrime versate per noi, e concedici la grazia di vivere sempre uniti al Tuo Figlio amandolo e soccorrendolo nei fratelli più piccoli con i quali Egli si è identificato”.

 

Fonte: Agensir
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