Parlamento Ue: conflitto Russia-Ucraina, ferma condanna dei crimini contro prigionieri, civili e ambiente

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Dopo gli interventi del Consiglio e della Commissione, è toccato ai vari gruppi parlamentari alternarsi ieri sera a Strasburgo con interventi sul tema dei costi in termini umani della guerra di aggressione della Russia a danno dell’Ucraina. Dalle fila del Ppe, Michael Gahler invita a ragionare del “destino dell’Ucraina sotto il controllo russo” partendo dall’analisi delle condizioni in cui versano i prigionieri di guerra al loro ritorno in patria: “Basta ascoltare i loro racconti per rendersi conto che la Russia non rispetta assolutamente i suoi doveri”. Per Thijs Reuten (Socialisti e democratici) si dice “impaziente e arrabbiato” per la “paralisi di un’Europa che aspetta passivamente l’esito dei negoziati fra Trump e Putin”. Quindi rincara la dose, chiedendo più coraggio e rapidità nei confronti di Kiev: “Ogni giorno assistiamo ad attacchi barbari contro innocenti. Bisogna fornire all’Ucraina tutto ciò di cui ha bisogno. Putin vuole la distruzione della democrazia occidentale e questa rappresenta una minaccia esistenziale per tutta l’Europa democratica, non possiamo permettere ancora queste sofferenze”. Il tema – molto delicato – della “fraternità”, la vicinanza culturale tra Russia e Ucraina è portato al centro dell’Emiciclo da Pierre-Romain Thionnet, eurodeputato dei Patrioti per l’Europa: “Se Putin sostiene che i due popoli sono fratelli, come fa a portare avanti questa guerra?”. Il punto, continua Thionnet, è che Mosca non vuole lasciare a Kiev la “possibilità di scegliere da sé il proprio destino”, tanto da preferire “una Ucraina annientata”. Poi spetta a Michał Dworczyk, dei Conservatori, prendere la parola: “Nel 1940 oltre 20mila ufficiali polacchi furono uccisi per ordine di Stalin, sappiamo cosa significa la violazione dei diritti dei prigionieri di guerra: quanto sta accadendo non può rimanere impunito. Il Parlamento eserciti una pressione adeguata ad arrivare a uno scambio di tutti i prigionieri”. Il lituano Petras Austrevicius, eurodeputato di Renew (liberali), evidenzia “i crimini di ecocidio e la deportazione di civili, compresi molti minori” messi a punto dalla Russia. “I prigionieri di guerra sembrano rivivere l’orrore dell’Holodomor (la grande carestia) o dei campi di concentramento nazisti e sovietici, tutto assieme”. Sergey Ladodinsky dei Verdi ricorda la giornalista ucraina Viktoria Roshchyna, il cui cadavere è stato riconsegnato dai russi mutilato e irriconoscibile: “Era stata torturata e strangolata fino a morire: questa guerra si combatte così, e il silenzio è complice”. Infine, Ozelem Demirel, esponente della Sinistra, esprime dissenso rispetto alla scelta della Commissione di proseguire con le sanzioni “anziché avviare trattati di pace, perché sul campo di battaglia ci sono i poveri che non possono sottrarsi dai combattimenti. Vogliamo l’umanità, non la geopolitica”.

Fonte: Agensir
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