Quaresima: p. Pasolini, “oggi il mondo vive di notifiche, di like”

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“In una cultura dell’individualismo e della competizione, siamo tuti molto contenti quando la nostra popolarità aumenta, soprattutto quando avviene in modo inaspettato”. Lo ha detto padre Roberto Pasolini, predicatore della Casa pontificia, nella seconda predica di Quaresima, in Aula Paolo VI. “Oggi il mondo vive di notifiche, di like, approvazioni e riconoscimenti”, ha osservato il padre cappuccino: “Quando ci manca la fiducia in noi, cadiamo nella facile seduzione dei riconoscimenti immediati, subiamo il fascino di ogni tipo di influenza e influencer, perché siamo tutti a caccia di questo riconoscimento”. Ma questo non è lo stile di Gesù, ha spiegato Pasolini sulla scorta del Vangelo di Giovanni: “Gesù aveva maturato una profonda conoscenza del cuore umano, che è un luogo splendido, dove risplende la luce di Dio, ma anche molto ambiguo, dove si manifestano tutte le tenebre che possono portarci al male, a chiuderci agli altri”. “Gesù non cede alla tentazione della facile complicità, con il nostro consenso”, ha proseguito: “E’ un maestro attento a donare non solo ciò che può fare immediatamente piacere, ma anche quello che fa realmente bene. Non apre le braccia all’accoglienza in modo sbrigativo, per cercare un’accoglienza più matura”. “Gesù non si sente strettamente necessario, ma sempre e soltanto utile”, ha spiegato il predicatore della Casa Pontificia: “Dio non ha voluto salvare il mondo da solo, ma lentamente e con tutti. Il suo stile d’amore non è determinato dalla paura e dalla fretta, ma dall’ ascolto attento di quello che l’altro ha veramente bisogno di ricevere”. “Un figlio non pretende, ma attende, e sa di non essere deluso nelle attese”, le parole dedicate al nostro atteggiamento, che deve tradursi a sua volta nella scelta di “non esigere nulla da nessuno”: “Le cose che Dio dona nella libertà si possono solo attendere, non pretendere. Noi tante volte interrompiamo le nostre preghiere perché abbiamo perso la fiducia che le cose possano ancora cambiare: invece è un desiderio fondamentale, perché implica la fiducia in noi, negli altri e nella storia, dove le azioni di Dio si svolgono”. “Le cose che realmente riusciamo a desiderare davanti a Lui avvengono, possono avvenire”, ha assicurato Pasolini, esortando ad “esistere e resistere davanti a lui con la forza dei nostri desideri più autentici, fino ad accorgersi che i desideri che abbiamo noi sono anche i desideri che ha Dio”.

Fonte: Agensir
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