Quasi 2/3 di animali selvatici in meno negli ultimi 50 anni – avveniredicalabria

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ll WWF chiede un'azione urgente perché si inverta la tendenza entro il 2030: arrestare la distruzione degli ecosistemi naturali

Quasi 2/3 di animali selvatici in meno negli ultimi 50 anni

Redazione Web

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Sono dati inquietanti quelli che arrivano dal Living Planet Report, lanciato oggi dal WWF al livello internazionale in cui si misura la riduzione delle popolazioni globali di mammiferi, uccelli, anfibi, rettili e pesci: l’analisi 2020 mostra un calo medio di due terzi avvenuto in meno di mezzo secolo, causato in gran parte dalla distruzione degli ecosistemi che sta anche contribuendo all'emergere di malattie zoonotiche come il Covid-19.

"Il Living Planet Report 2020 sottolinea come la crescente distruzione della natura da parte dell'umanità stia avendo impatti catastrofici non solo sulle popolazioni di fauna selvatica, ma anche sulla salute umana e su tutti gli aspetti della nostra vita", ha affermato Marco Lambertini, Direttore Generale del WWF Internazionale. "Non possiamo ignorare questi segnali: il grave calo delle popolazioni di specie selvatiche ci indica che la natura si sta deteriorando e che il nostro pianeta ci lancia segnali di allarme rosso sul funzionamento dei sistemi naturali. Dai pesci degli oceani e dei fiumi alle api, fondamentali per la nostra produzione agricola, il declino della fauna selvatica influisce direttamente sulla nutrizione, sulla sicurezza alimentare e sui mezzi di sussistenza di miliardi di persone”.

"La natura è alla base della nostra salute, del nostro benessere e dei nostri mezzi di sussistenza, eppure la stiamo distruggendo molto più velocemente di quanto sia in grado di ricostituirsi”. Dichiara la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che aggiunge: "Nel mezzo di una pandemia che colpisce tutto il pianeta è più che mai importante intraprendere in tempi brevissimi un'azione globale coordinata per arrestare e invertire entro la fine del decennio la perdita di biodiversità in tutto il mondo, proteggendo in questo modo la nostra salute. Il Living Planet Report raccoglie l’ennesimo SOS lanciato dalla Natura che, questa volta, i leader mondiali che si riuniranno (virtualmente) tra pochi giorni per la 75^ sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, non possono ignorare”.

Il Living Planet Report 2020 viene lanciato a pochi giorni dalla 75a sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nella quale i leader dovranno esaminare i progressi compiuti sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’agenda 2030, l'Accordo di Parigi sul clima e la Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD). L'UNGA 2020 riunirà i leader mondiali, le imprese e la società civile per sviluppare il quadro d'azione post-2020 per la biodiversità globale e rappresenta quindi un momento fondamentale per gettare le basi per un New Deal così necessario per la natura e le persone.
Nel frattempo si può sottoscrivere la petizione del WWF - panda.org/pandemics - e unirsi all’appello rivolto ai leader mondiali perché vengano implementati programmi politici e piani d'azione per un approccio "One Health" che garantisca tutto lo sforzo possibile per proteggerci da future pandemie.

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