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“Evitare mortificazioni della dignità delle persone”. È l’appello dei vescovi italiani, riuniti a Roma per il Consiglio episcopale permanente, in riferimento al prossimo Referendum e al tema della cittadinanza. I presuli auspicano una riforma più ampia dell’attuale normativa, oggi limitata alla riduzione da 10 a 5 anni del requisito temporale, e ribadiscono l’importanza di “integrare nella pienezza dei diritti coloro che condividono doveri e valori”. Un forte richiamo è arrivato anche sulla situazione delle carceri, definite “un’emergenza che interpella l’intera società”. I vescovi rilanciano le proposte già contenute nel documento “Spes non confundit”: iniziative che restituiscano speranza, percorsi di reinserimento, provvedimenti di clemenza. “Occorre promuovere la dignità dell’uomo, favorendo nei luoghi di reclusione educazione e riscatto”, si legge nel comunicato. L’invito è a un cambiamento di paradigma: “misure alternative alla detenzione, giustizia riparativa, politiche che umanizzino la pena”, per una società più giusta e inclusiva.
Fonte: Agensir













