Avvenire di Calabria

Il fondatore di Libera ha presieduto una santa messa in occasione del 40esimo anniversario della morte dell'imprenditore ucciso dalla 'ndrangheta

Reggio Calabria, don Luigi Ciotti ricorda Gennaro Musella

Nella sua omelia il sacerdote ha ricordato tutte le altre vittime innocenti della mafia, tra cui Falcone e Borsellino, Pio La Torre e il generale Dalla Chiesa

di Redazione Web

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Don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione Libera, ha presieduto questa mattina una santa messa in ricordo di Gennaro Musella. L'imprenditore salernitano è stato ucciso il 3 maggio del 1982, vittima di un attentato della 'ndrangheta.

Don Luigi Ciotti ha ricordato Musella durante la celebrazione eucaristica officiata presso la Chiesa di San Paolo alla rotonda, alla presenza della famiglia dell'imprenditore, di cittadini, e rappresentanti delle istituzioni, tra cui il presidente della Corte d'Appello, Luciano Gerardis e l'assessore comunale Giuggi Palmenta.


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Erano presenti anche la dirigente scolastica Anna Nucera e il professor Mimmo Nasone, insieme ad una nutrita rappresentanza di studenti dell'Istituto Panella - Vallauri. In rappresentanza delle vittime di mafia, è invece intervenuta Simona Dalla Chiesa, figlia del generale Carlo Alberto, ucciso tre mesi dopo Musella, nella strage via Carini a Palermo: il 3 settembre 1982.

La testimonianza di Simona Dalla Chiesa, figlia del generale Carlo Alberto

A concelebrare il parroco di San Paolo alla Rotonda, don Giacomo D'Anna e il referente di Libera per la Piana di Gioia Tauro, don Pino Demasi, non ha esitato di utilizzare forti parole di condanna nei confronti della criminalità organizzata. Non solo Musella, il presidente e fondatore di Libera, don Luigi Ciotti ha voluto ricordare anche i giudici Falcone e Borsellino di cui proprio quest'anno ricorrre il trentesimo anniversario della loro barbara uccisione ad opera di cosa nostra. Ma anche di Pio La Torre e dello stesso generale della Chiesa, a 40 anni dalla loro morte.


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«La morte che oggi ricordiamo ci invita a guardarci dentro a scuotere le nostre superficialità ad essere noi persone ancora più vive. Rigenerarsi presuppone che c'è un passaggio dalla morte alla vita».

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