Assegnato a titolo gratuito per cinque anni e per finalità istituzionali l’immobile sito in via XXV Luglio n. 24. Il sindaco Giuseppe Falcomatà: «Un ulteriore tassello nel percorso di riutilizzo dei beni sottratti alla ‘ndrangheta che consolida la sinergia istituzionale con il Museo Archeologico Nazionale».
L’assegnazione al Museo Archeologico Nazionale
La Giunta comunale ha deliberato l’assegnazione al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria del bene confiscato sito in via XXV Luglio n. 24.

Nella delibera approvata nell’ultima seduta dell’esecutivo si specifica che l’immobile dovrà essere utilizzato per le finalità istituzionali del Museo e che l’assegnazione sarà a titolo gratuito per cinque anni, a decorrere dalla sottoscrizione del verbale di consegna del bene.
Dal monitoraggio dei beni confiscati al riuso istituzionale
Da un’attività di monitoraggio straordinario sui beni confiscati appartenenti al patrimonio comunale era emerso che l’immobile, anche in considerazione delle sue caratteristiche strutturali, risultava inutilizzato per fini di lucro.
PER APPROFONDIRE: In Calabria oltre 40 milioni di euro investiti fino al 2027 per il riuso sociale degli immobili confiscati alla criminalità organizzata
Nei mesi scorsi il Comune ha quindi richiesto all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata di ambiarne la destinazione, passando da finalità di lucro a finalità istituzionale. L’Agenzia, a fine aprile, ha espresso parere favorevole con apposito decreto.
Una nuova sede per le attività del Museo
Il 26 maggio, nell’ambito dell’accordo di collaborazione già sottoscritto, il Museo Archeologico Nazionale ha chiesto al Comune la disponibilità di un locale da destinare ad attività istituzionali e deposito, impegnandosi a sostenere gli interventi di ristrutturazione e adeguamento.
L’Amministrazione comunale ha quindi individuato come idoneo proprio il bene confiscato di via XXV Luglio, situato in una zona limitrofa alla sede del Museo, così da favorire la piena operatività e l’ampliamento delle funzioni logistiche del MarRC.
Un modello di valorizzazione e riuso
Il Comune di Reggio Calabria intende «valorizzare pienamente i propri beni confiscati ad oggi inutilizzati – si legge nella delibera di Giunta – favorendone il riuso e restituendoli alla collettività».
L’obiettivo è quello di dare piena attuazione ai principi di valore pubblico, contribuendo al miglioramento dei servizi e alla crescita della comunità reggina, concretizzando l’accordo con il Museo e sostenendone le attività istituzionali.
Falcomatà: “Restituire i beni alla comunità”
«Si tratta di un nuovo, importante tassello – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Falcomatà – che si inserisce nel percorso di recupero e valorizzazione dei beni confiscati alla ‘ndrangheta e del loro riutilizzo a favore della collettività, dopo averli prima definitivamente sottratti alla criminalità organizzata e poi al rischio di un prolungato inutilizzo che ne comprometterebbe le potenzialità».

«Adesso – ha concluso il primo cittadino – questo immobile avrà nuova vita grazie alla sinergia con il Museo, che consolida un percorso di collaborazione istituzionale di cui la collettività sta vedendo e apprezzando i frutti ormai da tempo».













