In questa intervista rilasciata ad Avvenire di Calabria, Francesco Toscano illustra i punti cardine della sua candidatura alla presidenza della Regione, spiegando le ragioni di un progetto politico che si propone come alternativa ai due poli tradizionali. Sanità, giustizia sociale e partecipazione popolare sono al centro della sua visione per il futuro.
Toscano: « Antisistema? Ecco la nostra idea per la Regione Calabria»
Francesco Toscano, leader di Democrazia Sovrana e Popolare, si candida alle elezioni del 5 e 6 ottobre alla presidenza della Regione Calabria proponendosi come alternativa ai due poli tradizionali di centrodestra e centrosinistra, guidata rispettivamente dal governatore uscente Roberto Occhiuto (leggi l’intervista qui) e dall’ex presidente nazionale Inps Pasquale Tridico (leggi l’intervista qui). Critico verso quella che definisce «un’oligarchia che governa da decenni», Toscano punta a intercettare il voto di protesta e l’ampia fascia di cittadini che non si riconosce più nelle coalizioni dominanti.

Al centro del suo programma, la sanità, la lotta alla povertà e un modello di sviluppo fondato su sovranità e giustizia sociale.
Francesco Toscano, la sua è una candidatura antisistema?
La nostra è una candidatura serena, ma puntuale rispetto alle tante cose che non funzionano. Senza di noi queste elezioni sarebbero inutili: si confrontano due oligarchie che governano la Calabria da decenni, provocando disastri incredibili. Dietro Occhiuto e Tridico ci sono i soliti portatori di voti, i padroni della sanità privata, curatori di interessi che nulla hanno a che fare con i cittadini, richiamati alle urne solo per un voto svuotato di politica.
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Da Scopelliti in poi, i governi regionali sono caduti per vicende esterne. Oggi Occhiuto rilancia la sua immagine su basi che nulla hanno di politico.
A chi si rivolge Democrazia Sovrana e Popolare?
Ci rivolgiamo ai cittadini consapevoli, che vogliono rimettere al centro idee, contrasti, passioni. Di fronte abbiamo un unico grande cartello, un comitato d’affari che ragiona in termini feudali. Non parlano di politica: si fanno fotografare davanti agli ospedali in campagna elettorale e poi li chiudono appena rientrati al potere.
Quali sono oggi le emergenze della Calabria?
Abbiamo una migrazione sanitaria enorme, il 40% dei cittadini vive in povertà, le strade sono dissestate: per andare da Reggio a Crotone in treno servono cinque ore. Viviamo in una situazione scandalosa, eppure continuiamo ad affidarci a classi dirigenti che promettono domani ciò che non hanno fatto in trent’anni. La povertà, la disperazione, l’esclusione sociale sono veri progetti politici. Occhiuto e Tridico sono i curatori fallimentari di una regione per conto terzi: domani saranno riciclati a Roma o Bruxelles, mentre i calabresi resteranno traditi.
Qual è la proposta concreta della sua forza politica?
Democrazia Sovrana e Popolare è l’unica forza libera da interessi, capace di offrire un’idea diversa di società. Non siamo grillini né populisti, ma uomini e donne liberi con una visione. La politica non è burocrazia: è passione e costruzione. Noi vogliamo
trasformare Fincalabra in una grande finanziaria pubblico-privata che sostenga imprese e domanda interna, favorisca occupazione e gettito fiscale. In sanità, proponiamo un piano di ricostruzione degli ospedali e incentivi veri per trattenere i nostri migliori medici, spezzando un circolo vizioso che regala eccellenze al Nord.
Lei si rivolge spesso agli astenuti. Perché?
Perché so che tanti non votano più: il 60% dei calabresi è disilluso. Non li biasimo, ma senza partecipazione non si costruisce nulla. Gli altri si presentano con liste piene di contraddizioni: nel campo largo di Tridico convivono guerrafondai e pacifisti, iperliberisti e sostenitori del reddito di cittadinanza. Dall’altra parte Occhiuto ricicla gli stessi nomi di sempre, arruolando persino Cateno De Luca. È il “circo massimo” della politica clientelare.
Qual è allora il messaggio finale che vuole lanciare?
Le coalizioni che abbiamo davanti sono costruite solo per occupare posti di potere, logiche da clan che nulla hanno a che fare con la politica. Noi siamo altro: Democrazia Sovrana e Popolare è una scelta per chi non vuole arrendersi, per chi crede che la Calabria possa rial-Toscano zare la testa.













