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“Chiunque abbia seguito quello che è successo oggi alla Camera dei Comuni sarà stato deluso perché il dibattito su alcune importanti clausole è stato interrotto. Il governo non ha sostenuto emendamenti che puntavano a proteggere persone molto vulnerabili come chi soffre di disordini alimentari come l’anoressia o di disabilità che è difficile diagnosticare come l’autismo”. Con queste parole Gordon Macdonald, presidente di “Care Not Killing”, una delle più importanti associazioni del Movimento per la vita britannico, ha commentato la conclusione, oggi, al parlamento di Westminster, del cosiddetto “report stage” della legislazione sul suicidio assistito, la discussione di una serie di emendamenti prima di un ultimo decisivo voto a metà giugno. La normativa dà ad adulti malati terminali il diritto di porre fine alla propria vita con il permesso di due medici e ha ricevuto un primo sì dal parlamento britannico. “Le garanzie a tutela dei più vulnerabili sono state annacquate e rischiamo di diventare come lo stato americano dell’Oregon dove la maggior parte di coloro che decidono di porre fine alla loro vita citano, come motivo, la paura di essere un peso per le loro famiglie e per chi li cura mentre non viene quasi mai svolta una valutazione psichiatrica delle loro condizioni. È significativo, a questo proposito, che l’ordine professionale degli psichiatri britannici, dichiarando la propria opposizione alla legge, abbia detto che è difficile stabilire se coloro che pensano al suicidio abbiano davvero la capacità di intendere e di volere”.
Fonte: AgensirArticoli correlati:
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