Avvenire di Calabria

La giuslavorista diffonde una note congiunta con la ''sua'' consigliera di riferimento in Consiglio comunale, Filomena Iatì

Rifiuti, Marcianò: «Sistema in paralisi, quale indirizzo?»

Redazione Web

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Ci risiamo. L’amministrazione comunale cambia ancora rotta nella disastrosa gestione dei rifiuti confermando come la navigazione a vista del nocchiero Falcomatà caratterizzerà anche il “secondo tempo”.
Non più internalizzazione dei servizi di igiene urbana con affidamento a Castore bensì avvio delle procedure di gara pubblica per la ricerca di un operatore specializzato del settore. La “svolta” è sancita il 31 gennaio u.s. con l’adozione dell’ordinanza sindacale contingibile ed urgente n. 8. Il Sindaco, pur riaffermando la volontà dell’amministrazione comunale di internalizzare il servizio di igiene urbana attraverso l’affidamento in house alla società Castore, ha preso atto della necessità di dover avviare senza indugio una procedura di gara per individuare un operatore privato cui affidare i servizi di igiene urbana per una “durata pluriennale”. Con buona pace per il suo progetto di affidamento in house che, esaurito lo scopo elettorale, si scontra - passando dalla politica all’amministrazione - con criticità giuridiche, tecniche, amministrative e contabili che difficilmente potranno essere superate.
Conseguentemente, la determina a contrarre assunta dal dirigente del settore Ambiente ing. Domenico Richichi del 27 febbraio n. 628, sulla base dell’indirizzo politico, avvia la procedura per l’individuazione di un operatore economico cui affidare lo svolgimento del servizio di raccolta con modalità porta a porta integrale e/o mista per i prossimi quattro anni (e possibilità di proroga per ulteriori 12 mesi)!! A conferma della scarsa capacità di programmazione,viene riproposta la medesima modalità di gestione oggi affidata ad AVR, rivelatasi inefficace e inefficiente.
Neanche un riferimento nella determina, a valutazioni fatte dall’ente su altri possibili modelli di gestione, quale ad esempio l’affidamento dell’intero servizio (e non solo di alcuni segmenti dello stesso quali lo spazzamento, la raccolta e il trasporto) in regime di concessione previa adozione di tariffa puntuale corrispettivo.
Neanche un riferimento al piano economico finanziario (da approvare dopo l’esito della gara?) e alla possibilità di fare rete con la Città Metropolitana per un affidamento del servizio integrato dei rifiuti che abbia ad oggetto l’intero ambito territoriale di riferimento, anche solo in termini di programmazione, una programmazione che dovrebbe essere coerente con l’assetto amministrativo della Città Metropolitana e vedere il nostro Comune centro propulsore di programmi e di buone pratiche di amministrazione.
Un capitolo a parte meriterebbero poi le scelte “discrezionali” operate nella suddetta determina in riferimento ad alcuni requisiti richiesti alle imprese del settore per la partecipazione alla procedura di gara, che appaiono “motivate” dal solo obiettivo di ampliare la platea degli operatori che concorreranno, nonché la previsione della clausola sociale che non garantisce il mantenimento dell’attuale livello occupazionale dei lavoratori dipendenti della società AVR.
E’ lampante la totale assenza di un'idea strategica finalizzata a disegnare un percorso virtuoso nel sistema della gestione dei servizi di igiene urbana.
Ci saremmo aspettati, infine,di leggere, tra le motivazioni della scelta qualche riferimento alla volontà di costruire un sistema di incentivazione operante con meccanismi automatici che da una parte aiutano a ridurre la TARI per i cittadini e contemporaneamente garantiscono l’utile dell’attività di impresa, valorizzando così la “risorsa dei rifiuti”!
Assenza di idee per una progettualità condivisa con gli altri enti attori della gestione integrata dei rifiuti, ondivaga definizione degli indirizzi politici e incompetenza amministrativa hanno prodotto questo risultato! L’attenzione è incentrata sulla raccolta e trasporto del rifiuto dimenticando che queste sono due delle attività previste e richieste dal ciclo integrato dei rifiuti così per come è disegnato dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti.
Si dirà, a giustificazione, chele palesi criticità del ciclo integrato dei rifiuti sul territorio calabrese sono note e vincolano le scelte degli amministratori locali. Uno scenario che nella nostra città è stato colorito da una continua e spasmodica ricerca da parte degli amministratori comunali (però nel periodo post Oliverio!) dei responsabili cui addossare la disastrosa e unica, nel panorama italiano, situazione di degrado che i reggini continuano ad essere costretti a vivere. Prima la Regione Calabria poi i “lordazzi” (così apostrofati dallo stesso Falcomatà e che comunque ci sono!) poi i gestori degli impianti di smaltimento rifiuti, poi ancora la Regione Calabria. Polemica accantonata solo da qualche giorno a seguito all’incontro tra Spirlì e Falcomatà nel segno della “ritrovata” comunione d’intenti tra Istituzioni per il superamento dell’emergenza rifiuti nella nostra Città!
Giova ricordare, comunque, che nella limitrofa ATO di Catanzaro grazie ad una mirata attività di programmazione e progettazione si è riusciti a costruire un efficiente sistema che consentirà al territorio catanzarese una autosufficienza nel ciclo integrato dei rifiuti. Con benefici per le comunità del territorio sia in termini economici, con la riduzione della TARI, che in materia ambientale. Attualmente la percentuale di raccolta differenziata del territorio catanzarese è del54 % quella del territorio reggino è del 30%, per quanto l’indicatore più importante, per la quotidianità dei cittadini, sono le discariche a cielo aperto, di cui Reggio Calabria è oramai gremita.
Per contro, l’ATO Città Metropolitana di Reggio Calabria, istituita al pari delle altre quattro ATO calabresi nel 2014 e le cui funzioni di comunità d’ambito sono state attribuite alla Città metropolitana dalla legge regionale n. 11/2019, ancora oggi non ha approvato il Piano di ambito, atto fondamentale per sua la piena operatività. L’unica procedura avviata dalla sua istituzione è quella “gravosa” della riattivazione della discarica di Melicuccà. La messa in funzione, più volte annunciata in campagna elettorale,è stata rinviata a data da destinarsi!!!
In aperto contrasto con le direttive comunitarie sull’economia circolare,Falcomatà e la sua ciurma puntano sulle discariche e sulle ecoballe per risolvere le criticità. Purtroppo non faranno altro che portare a nuove procedure di infrazione e conseguenti condanne per l’Italia da parte della Commissione europea!
In questo contesto, il nocchiero Falcomatà, perpetrando la “tattica” del primo tempo, continua anche nel secondo tempo la sua solitaria navigazione a vista, incurante delle frequenti e devastanti tempeste che la sua amministrazione ha costantemente causato ad una cittadinanza ormai naufragata.

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