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Quando l’ha istituita nel 1925, il vescovo Traian Frentiu voleva che la rivista romena “Vestitorul” (l’Araldo), dell’eparchia di Oradea, fosse “un anello che lega il centro alle periferie, un faro di luce per tutti”. Questa missione continua oggi, dopo cento anni, come è stato sottolineato lo scorso fine settimana, durante l’incontro organizzato dall’eparchia di Oradea con i giornalisti del territorio. L’evento è avvenuto in occasione della “domenica della stampa”, celebrata nell’eparchia nella terza domenica di Quaresima (secondo il calendario bizantino) e istituita nel 1935 dal vescovo Frentiu, oggi venerato come beato e martire. “Vestitorul” ha avuto una storia difficile. La pubblicazione fu sospesa nel 1940, a causa delle circostanze politiche: Oradea era passata sotto il Regno dell’Ungheria, poi ritornata nel Regno della Romania. Nel 1948 la Chiesa greco-cattolica romena fu messa fuori legge e la stampa cattolica abolita. Dopo la caduta del regime di Ceausescu e la riconquista della libertà, il mensile ritorna con una nuova serie nel giungo 1993, per “nutrire la vita spirituale e arricchire la vita culturale della nazione”, come auspicava il vescovo di allora, mons. Vasile Hossu. “Oggi la tiratura è modesta, 450 copie. Ma vogliamo che siano come briciole di speranza e di bene”, spiega a Sir don Olimpiu Todorean, coordinatore di “Vestitorul”. “La nostra speranza per il futuro – aggiunge – è quella di cento anni fa: che la gente acquisti e legga la rivista”.
Fonte: AgensirArticoli correlati:
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