Sanità: Irccs Fatebenefratelli di Brescia, Annamaria Indelicato è la nuova direttrice sanitaria. “La cura non è solo un atto clinico”

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“All’Irccs Fatebenefratelli, la cura non è solo un atto clinico, ma l’espressione di una cultura che mette al centro la persona nella sua completezza”. Con queste parole, Annamaria Indelicato sintetizza il senso della sua scelta di assumere la Direzione sanitaria, dopo una rilevante carriera alla guida di istituzioni sanitarie e sociosanitarie bresciane.
“La priorità – spiega la nuova direttrice sanitaria dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia – è anche costruire reti efficaci. Ho sempre amato le sfide e creduto che l’efficienza non si misuri solo con numeri e protocolli, ma con la qualità delle relazioni e con la capacità di rispondere ai bisogni, soprattutto in un sistema sanitario che oggi deve coniugare sostenibilità e prossimità”.
Nell’intervista raccolta dal blog https://www.fatebenefratelli.it/blog, Indelicato sottolinea l’importanza di “costruire sistemi integrati che aprano nuove visioni per una sanità non solo efficiente ed efficace, ma anche giusta e sostenibile. Dove la parola persona venga prima della definizione paziente”.
Rispetto alla salute mentale, ha evidenziato che “la sfida è e sarà sempre più superare la frammentazione dei percorsi di cura e presa in carico. In particolare sarà importante l’azione di prevenzione e di ricerca delle cause del disagio; sappiamo bene come queste possano essere di natura clinica ma oggi, più che mai, di natura sociale. Non è quindi sufficiente intervenire solamente al manifestarsi delle patologie o sull’episodio acuto. Per operare in questa direzione serve pertanto costruire un sistema integrato; serve una visione che accompagni la persona e la sua famiglia lungo tutto l’arco della malattia, garantendo continuità, integrazione e attenzione relazionale. In ambiti complessi è dirimente costruire percorsi flessibili e personalizzati, capaci di evitare che il paziente venga isolato o perda il legame con la comunità. Dobbiamo inoltre investire nella risocializzazione, nella creazione di ambienti che favoriscano l’autonomia e il reinserimento sociale. Per fare questo, saranno decisive le competenze trasversali, che sappiano coniugare aspetti clinici, organizzativi e relazionali, mettendo sempre al centro la dignità della persona”.

Fonte: Agensir
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