Reparti vendita e promozione abbracciano modelli generativi: contenuti creativi, campagne ottimizzate, automazione
Non solo più ricerca e infrastrutture: l’intelligenza artificiale entra con sempre maggiore frequenza nei reparti commerciali e di marketing delle aziende, cambiando gli scenari e diventando un fattore determinante di crescita dei ricavi. Secondo l’AI Index Report 2025, il 71% delle imprese che ha introdotto l’AI nel marketing ha evidenziato benefici diretti sulle vendite, con miglioramenti anche nella personalizzazione delle offerte e nella gestione dei clienti.

Un ruolo centrale lo gioca il generative AI, ormai utilizzato per creare contenuti pubblicitari, gestire campagne promozionali e ottimizzare i canali di vendita. In Cina gli avatar virtuali nelle dirette e-commerce hanno già superato le performance dei venditori umani, garantendo a marchi come Brother un +30% di vendite nel livestreaming. Accanto all’automazione dei processi di vendita, cresce, infatti, l’interesse per il live shopping, evoluzione digitale delle televendite che unisce streaming e acquisti on line. Dopo il boom in Asia, anche in Occidente si moltiplicano i segnali: negli Stati Uniti il mercato ha raggiunto i 32 miliardi di dollari nel 2023 e potrebbe arrivare a 50 miliardi entro il 2026, oltre il 5% dell’e commerce nazionale.
Il modello convince perché rende lo shopping più coinvolgente e informato, con un effetto immediato anche sui resi, che calano del 40% rispetto alla media. L’AI amplifica il fenomeno: oltre agli avatar virtuali in grado di condurre una diretta senza intervento umano, ci sono gli algoritmi che personalizzano offerte e promozioni in tempo reale. Soluzioni come Bambuser, Livescale o Amazon Live consentono a brand e influencer di lanciare eventi su scala globale, ponendo le basi per un canale stabile delle strategie di vendita. Anche in Europa il settore accelera. LVMH, leader mondiale nel lusso, ha sviluppato la piattaforma MaIA, che gestisce oltre due milioni di richieste al mese e integra analisi predittiva e AI generativa per marketing, pricing e personalizzazione dei prodotti.
E i numeri parlano chiaro: secondo un’indagine a Cannes Lions, il 71% dei direttori marketing prevede di investire più di 10 milioni di dollari all’anno in AI, pur riconoscendo che i ritorni non sono sempre immediati. Gli esempi si moltiplicano. Salesforce e altri big del software hanno introdotto strumenti capaci di automatizzare il contatto con i clienti, attraverso la gestione di email; prevedere le probabilità di chiusura delle trattative grazie all’analisi dei dati CRM; fornire un vero e proprio “coach virtuale” ai venditori, con simulazioni di negoziazione e gestione delle obiezioni.
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L’evoluzione guarda anche alla personalizzazione estrema: l’AI può generare in tempo reale offerte su misura per ogni singolo cliente, con effetti sulla fidelizzazione e sulle vendite aggiuntive. Nei servizi clienti, invece, si diffondono chatbot più avanzati, in grado di risolvere problemi complessi e liberare gli operatori umani per attività a maggior valore. La visione è chiara: dall’automazione dei processi commerciali al customer service potenziato, fino al supporto creativo, l’AI si sta trasformando in un elemento strutturale delle strategie aziendali. Un trend che, se confermato, potrebbe consolidarsi come uno dei principali motori di competitività nei prossimi anni.













