Società: Gambino (Uer), “educare al rispetto è responsabilità condivisa. La famiglia, primo presidio contro odio e intolleranza”

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“Le parole del ministro Nordio rappresentano un richiamo significativo all’importanza della famiglia come primo presidio educativo. È all’interno del nucleo familiare che si formano i valori fondamentali del rispetto, della dignità e del dialogo, indispensabili per contrastare fenomeni di intolleranza e discriminazione”. Lo dice il prorettore vicario dell’Università europea di Roma (Uer) e membro italiano della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (Ecri), Alberto Gambino, sottolineando l’importanza dell’educazione familiare nel prevenire fenomeni di odio e violenza e accogliendo con favore le dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio.
“La famiglia è il primo luogo dove si apprendono, o si disimparano, i valori fondamentali della convivenza: il rispetto delle differenze, il rifiuto dell’odio, la cultura della responsabilità – prosegue Gambino – ma l’educazione è una sfida collettiva: senza un’alleanza solida tra famiglia, scuola e istituzioni, ogni strategia contro razzismo e violenza rischia di rimanere inefficace”.
Gambino sottolinea inoltre come famiglia e istituzioni educative debbano operare in sinergia, ma senza confondere ruoli: “La scuola e l’Università non possono sostituirsi alla famiglia, ma devono sostenerne la missione e completarne i compiti, offrendo ai giovani strumenti critici e culturali per dare forma matura alla propria coscienza civica”.
Giurista e voce autorevole in ambito europeo sui temi dei diritti umani e delle discriminazioni, Gambino richiama infine la necessità di coerenza istituzionale, contro ogni forma di ambiguità o sottovalutazione di gesti o linguaggi discriminatori: “Le norme servono a sanzionare, ma è la formazione della coscienza civica che può cambiare davvero il tessuto sociale. Ed è una responsabilità che non può essere ignorata, nemmeno dalle figure pubbliche”.
Nel solco di questo impegno, l’Università europea di Roma – da sempre attenta alla promozione di una cultura dell’inclusione, del rispetto e della responsabilità – ribadisce con forza il proprio impegno educativo: “Uer si propone come spazio di formazione integrale, dove i giovani possano crescere nella libertà e nella responsabilità, sviluppando competenze, coscienza critica e sensibilità etica. È solo attraverso un’educazione radicata nei valori umani e cristiani – quelli che mettono la persona al centro – che possiamo costruire una società inclusiva, giusta e rispettosa delle differenze”.

Fonte: Agensir
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