Ci auguriamo che un episodio così riprovevole possa aprire le nostre menti, i nostri cuori verso un supplemento di umanità che possa testimoniare la nostra ferma decisione di resistere, resistere, resistere
Ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo estremo baluardo della questione morale è dovere della collettività “resistere, resistere, resistere”…»
Era il 12 gennaio del 2002, e, come ultimo atto prima del pensionamento, Francesco Saverio Borrelli, ex capo del pool Mani pulite in qualità di procuratore della Repubblica a Milano, chiude con queste parole la sua relazione inaugurale dell’anno giudiziario. Così ci piace iniziare questo comunicato di vicinanza e di solidarietà al giornalista Sigfrido Ranucci e ai suoi familiari, vittime di un attentato che ha distrutto due loro autovetture con un chilo di esplosivo.

Tra le dichiarazioni delle Istituzioni, Sergio Mattarella ha detto: «Severa condanna per l’intimidazione» a Ranucci; Giorgia Meloni: «Grave atto intimidatorio»; Elly Schlein: «Attentato alla democrazia».
Certamente viviamo un tempo pieno di contraddizioni, di segnali di morte, dove viene messa alla prova la speranza in un mondo migliore.
Sigfrido Ranucci è stato in questi anni vittima di lettere anonime, di querele da parte della politica (da cui sempre è uscito indenne), ma ora l’intimidazione è molto pesante e questa escalation significa minacciare alle radici un modo di fare informazione che non si piega alle logiche del potere che tenta di addomesticare e addormentare le coscienze dei cittadini, trattandoli da sudditi. La redazione di Report in questi anni ha dimostrato che si può «resistere» facendo un’informazione che si mette al servizio delle persone deboli, di coloro cui vengono negati diritti fondamentali che riguardano la salute, la casa, il lavoro.
Nella certezza che Ranucci e i suoi collaboratori non arretreranno di un millimetro, noi del movimento ReggioNonTace confermiamo in pieno la solidarietà a questi giornalisti, perché sono impegnati in modo serio nella ricerca della verità, andando controcorrente rispetto alla deriva ideologica che si nutre della superficialità e della velocità delle notizie.
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Il lavoro della redazione di Report ha illuminato zone oscure della nostra politica, zone oscure nell’ambito dei servizi ai cittadini (uffici, scuole, ospedali…), zone oscure di un sistema dove massoneria e criminalità organizzata camminano insieme; questa luce non si può oscurare e deve continuare ad illuminare il cammino delle nostre coscienze.
Ci auguriamo che un episodio così riprovevole possa aprire le nostre menti, i nostri cuori verso un supplemento di umanità che possa testimoniare la nostra ferma decisione di resistere, resistere, resistere…













